Titolo: L'accalappiastreghe
Autore: Walter Moers
Pagine: 413
Prezzo: € 16,80
Editore: Salani
Genere: Fantasy per ragazzi
Scheda su Anobii: qui
Trama: Malfrosto venne sempre più vicino, si fermò infine davanti al cratto, si chinò su di lui e l'osservò, a lungo e spietatamente. Il vento gli faceva fremere l'ossuto collare e gli occhi scintillarono di scoperta e maligna soddisfazione di fronte alle evidenti sofferenze d'una creatura in procinto di tirare il calzino. Il puzzo di ammoniaca e etere, di zolfo e petrolio, di acido prussico e essenza cadaverica penetrò come un fascio d'aghi affilati nel sensibile nasino di Eco, ma lui non si spostò d'un dito. "Mi fa la carità, signor accalappiastreghe municipale?" gnaulò miserevolmente. "Ho una fame tremenda". Lo sguardo di Malfrosto s'accese di lampi ancor più demoniaci, e un largo ghigno gli comparve sulla facciaccia pallida. Sfoderò l'indice lungo e secco per solleticare le costole sporgenti di Eco. "Sai parlare?" domandò. "Dunque non sei un gatto qualunque, ma un crattino. Uno degli ultimi esemplari della tua specie". Gli occhi di Malfrosto si strinsero quasi impercettibilmente. "Che ne diresti di vendermi il tuo grasso?" Età di lettura: da 12 anni.Note sull'autore: Walter Moers (Mönchengladbach, 24 maggio 1957) è uno scrittore, sceneggiatore e fumettista tedesco. Autore di romanzi per ragazzi, vive ad Amburgo avvolto nel mistero. Moers acquistò una prima notorietà in Germania con il fumetto Adolf. Il successo internazionale venne con i romanzi fantasy della serie di Zamonia, il primo libro è stato Le 13 vite e mezzo del capitano Orso Blu che ha riscosso molto successo, seguito da Ensel e Krete, Rumo e i prodigi nell'oscurità, La città dei libri sognanti, Il labirinto dei libri sognanti e L'accalappiastreghe.
La mia opinione:
L'accalappiastreghe è un libro
per me di difficile classificazione, narrativa per ragazzi? Fantasy?
Favola? Narrativa per ragazzi, ma è piacevole da leggersi anche per
gli adulti. Un fantasy in cui la fantasia la fa veramente da padrona,
ma forse in alcuni tratti un po' troppo roboante (sono stata
costretta a saltare frasi e pezzi pieni di cose totalmente inventate
e non ben specificate che non mi dicevano nulla, non riuscendo a
immaginarmele). Una favola classica, come lo stile infatti il romanzo
è scritto in terza persona con narratore onnisciente (cosa che mi ha
reso difficile l'immedesimarmi nei protagonisti e patire per loro),
ma allo stesso tempo innovativo rispetto a ciò che si vede oggi
giorno. Di orrore sinceramente ci ho visto poco o nulla, visto che il
romanzo è stato classificato anche così, ma al mio avviso
erroneamente (forse può incutere timore solo a un pubblico
giovanissimo).
Definita dallo stesso autore: "Favola
culinaria zamonica di Gofid Letterkel, ripoetata da Ildefonso de'
Sventramitis, tradotta dallo zamonko e illustrata da Walter Moers."
L'autore finge in questo caso di esserne solo il traduttore e
l'illustratore, non se ne capisce bene il motivo forse per
incuriosire i giovani lettori. Le illustrazioni in bianco e nero devo
dire sono fatte bene e in alcuni casi mi hanno aiutato a figurarmi le
strambe creature protagoniste delle vicende. I temi portanti della
vicenda sono appunto l'ambito culinario, l'alchimia, l'ambito medico,
streghe un po' particolari e un gatto, un bel mix. Una cosa mi ha
dato fastidio: l'uso delle note, in sè e per sè utili nella
finzione dell'esserne solo il traduttore e no lo scrittore, però
veramente di cattivo gusto quando invece di descrivere una creatura
mi mette la notta con scritto "Si veda libro x o libro y di
Moers" un astuto modo di vendere altri dei suoi romanzi.
«Ciò che è morto ricominci:
punti perdi giochi vinci.
Si sollevi ciò che è stato
nella broda ben lessato.
Schizzi su e venga via
per l'onor dell'alchimia!»