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venerdì 10 gennaio 2014

INTERVISTA A: Annarita Pizzo

Benvenuta nel nostro blog, oggi abbiamo il piacere di poter conoscere meglio l'autrice del romanzo "Petra Regia e la ricerca di Aran", Annarita Pizzo. Ciao Annarita, ci farebbe piacere se ti presentassi un po' ai nostri lettori, grazie.
Innanzitutto vi ringrazio per avermi ospitata e per il tempo che mi vorrete dedicare. Dopo gli studi classici, ho lavorato nell’azienda floricola di famiglia, esperienza che mi ha permesso di conoscere bene piante e fiori e di utilizzare queste mie competenze nei miei libri che ho scritto. Poi ho conseguito l’attestato di Operatore Socio Sanitario e, attualmente, sono mamma a tempo pieno. In assoluto il lavoro più bello!

Com'è il tuo rapporto con la scrittura? Cosa rappresenta per te?
Per me la scrittura è una passione, è il mio modo di evadere e conoscere “nuovi mondi”. Mi permette di esprimermi per come sono davvero e di rifugiarmi in un “porto sicuro” quando sono in difficoltà così come fa la lettura. In effetti mi affascinano entrambe nello stesso modo perché sono convinta che uno scrittore debba essere, prima di tutto, un buon lettore.


Quando scrivi vai di getto o preferisci pianificare prima tutto il lavoro?
Dipende dalla storia. A volte ho in mentre tutta la trama prima ancora di scriverla e, quando accendo il computer, mi mancano solo piccoli dettagli. Altre, ancora, inizio un racconto e, mano a mano, diventa un romanzo, un po’ come se volesse “scriversi” da solo.

Hai qualche genere letterario o autore a cui ti ispiri e che ti piace particolarmente?
Il genere letterario che mi diverte di più è il fantasy, la mia prima passione, e l’autore è J.R.R. Tolkien, tuttavia non è l’unico. Sono una fan di Agatha Christie, di cui ho letto e riletto più volte tutti i gialli! Poi c’è Sir Arthur Conrad Doyle con il suo Sherlock Holmes e così via, potrei parlarvi di molti altri, ma non voglio annoiarvi troppo.

Parlaci del tuo romanzo, "Petra Regia e la ricerca di Aran", dalla sua stesura ad oggi. Hai qualche retroscena da poterci svelare?
In questo libro continua la saga della famiglia Artigton per il possesso del cristallo, fonte di tutta la magia ed è il secondo dei quattro volumi in cui si sviluppa tutta la storia. Mi sono divertita moltissimo durante la stesura e non vedevo l’ora di arrivare alla fine, come mi accade ogni volta che inizio a scrivere perché entro in quel mondo magico e inizio a vivere le avventure dei protagonisti, che sono quasi degli amici per me. In verità, quando arrivo all’ultima pagina, sono un po’ triste perché so che li devo lasciare sino alla prossima volta.

Cosa ti ha spinto a scrivere il romanzo, a cosa ti sei ispirata o come ti è venuta in mente la trama?
Mi ha spinto la stessa passione del primo ed è stato semplice perché è la sua naturale conseguenza.

Che messaggio/sensazione vorresti che rimanesse a chi legge o leggerà il tuo romanzo?
Beh, vorrei che i lettori si divertissero come ho fatto io durante la stesura e che, a seconda della loro età, ne cogliessero il messaggio perché c’è ed è diverso per ciascun target. Dipende tutto dai “cularini”, come direbbero i miei personaggi, ossia degli occhiali magici che si indossano nel leggerlo.

Il protagonista del romanzo è Adrian il custode, è esatto? Puoi parlarci un po' di lui e del suo carattere?
Adrian Artigton è il “buono”, colui che ha una fede smisurata nel lato positivo che c’è in ogni persona o creatura con cui viene a contatto. Il suo amore per gli altri è immenso proprio grazie alla parte di cristallo dentro al suo petto. È la faccia positiva della stessa medaglia sul cui lato opposto negativo si trova il fratello Enelsin con cui condivide la Petra Regia.

Oltre al protagonista quali sono gli altri personaggi principali? C'è qualcosa di biografico in qualcuno di loro?
Ad esempio la Lumerpa, l’uccello magico connaturato al cristallo che protegge Adrian, i suoi più cari amici, Malcom Sky e Alan Freius, l’Investigatore Edmond Psorius, per non parlare della schiera dei cattivi da Enelsin a Lord Brad Doneux, da Lord Luis Sheldon ai Sectoris. Credo che ci sia qualcosa di autobiografico in ciascuno di loro anche se in diversa misura, sono tutti una piccola espressione delle mia “anima”.

Chi è Perfidus?
Perfidus” è il soprannome di Enelsin Artigton, fratello di Adrian. È il “malvagio” della storia che ha completamente perso le sembianze umane a causa della sua potente magia malvagia, amplificata esponenzialmente dal pezzo di cristallo che si è conficcato nel suo cuore durante la cerimonia che avrebbe dovuto consacrarlo nuovo “Custode” al posto del padre Sidonio e che, invece a scelto il fratello buono, Adrian, appunto.

Hai deciso di pubblicarlo con la eDM, EGO di David and Matthaus edizioni, come ti trovi con questa casa editrice?
Benissimo! Si tratta di una casa editrice free, seria ed affidabile, che mi sento di consigliare a tutti. Oltre alla grande professionalità, alla puntualità e alla gentilezza, ti seguono passo passo proprio come se facessi parte di una “grande famiglia” e questa è una bellissima sensazione che non avevo mai provato prima.

Cosa pensi del mondo dell'editoria?
Secondo me si tratta di un mondo difficile e complesso, soprattutto per uno scrittore esordiente, in cui non è facile districarsi e trovare il proprio spazio, tuttavia non bisogna mai smettere di seguire i propri sogni.

Quali saranno i tuoi prossimi progetti?
Attualmente sto scrivendo il terzo libro e spero tanto di poter finire la saga, perché non amo lasciare le cose a metà, inoltre ho in mente un progetto che vorrei tanto si realizzasse entro quest’anno.

C'è qualche genere letterario, non ancora da te esplorato, di cui vorresti occuparti?
In effetti sì, mi piacciono molto i gialli e, chissà, magari un giorno riuscirò a scriverne uno!

Grazie per questa intervista, alla prossima.
Grazie a voi!

Trama: In Petra Regia e la ricerca di Aran continua la saga della famiglia Artigton per il possesso del cristallo, fonte di tutta la magia. Anche in questo secondo volume, come in Enelsin Artigton e la Petra Regia che dà il via alla storia, non mancano i colpi di scena che porteranno il lettore a vivere fantastiche avventure insieme...

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Alla prossima, Arkavarez
Club Urban Fantasy

martedì 11 giugno 2013

12 Racconto: Contest "Una pagina per un libro"

di Annarita Pizzo

Ben presto capii che non era il caso di indagare oltre. La morte di Federico restava un tabù e uno dei tanti misteri irrisolti della piccola cittadina di Tiepole, tuttavia la mia curiosità era tale che non potevo fare a meno di spingermi alla ricerca di quella verità per quanto scomoda…
Quella mattina, dunque, scesi di buonora e mi misi a camminare su e giù per la stanza con in mano la lettera che avrebbe potuto, finalmente, fare luce su quell'evento tanto triste quanto inquietante. Da due giorni meditavo su cosa farne, da quando l’avevo trovata, nascosta ed ammuffita, in una fessura della sua tomba durante una delle mie ronde alla ricerca di una spiegazione sensata. Dopo aver indugiato un po’, ho deciso di aprirla perché non sapevo se avrei mai più trovato il coraggio di farlo e ho letto:
Cara Mamma,
quando ascolterai queste parole io sarò già partito per il mio viaggio e forse sarò già arrivato nel luogo di pace che cerco disperatamente da una vita, dal momento in cui la maledizione di Marta Vasselli ha iniziato a mostrare i suoi effetti su di me…
Ti prego non ti angustiare e non piangermi perché la morte mi renderà finalmente libero! Sapevamo entrambi che questo giorno sarebbe arrivato ed io non ho fatto altro che accelerare i tempi ponendo fine ad un tormento insopportabile per me e per te. Ho assunto una dose letale di tranquillanti, ma prima ho voluto lasciarti queste poche righe affinché tu non ti senta in colpa e non soffra più a causa mia.
L’altro giorno mi sono guardato alla specchio e quello che ho visto mi ha terrorizzato. Sono felice che tu non fossi in casa perché non avrei mai potuto sopportare la tua espressione disgustata e spaventata nel vedermi diventare un mostro, un vampiro che, per sopravvivere, deve cibarsi del sangue e della vita degli altri. Non riesco ad accettare l’idea di poterti fare del male....
Ti chiedo perdono e non smetterò mai di amarti! Sono sicuro che se farò questo passo ora, sarò ancora in tempo per evitare che la mia trasformazioni arrivi a compimento ed io diventi immortale e troppo forte per essere contrastato! Non c’è altro modo e lo sappiamo entrambi.
Grazie di tutto e ricordami per come sono davvero, il bambino indifeso che hai stretto tra le tue braccia…
Con tutto il cuore
Federico”

Ho ripiegato la lettera e ho pianto. Quando mai finirà tutto questo!?...

giovedì 23 maggio 2013

RECENSIONE: Enelsin Artigton e la Petra Regia

Titolo: Enelsin Artigton e la Petra Regia
Autore: Annarita Pizzo
Pagine: 308 p. 
Prezzo: € 19,50 
Editore: Gruppo Albatros Il Filo (Collana I Mago NuoveVoci) 
Anno: I Edizione Ottobre 2011 
Genere: Fantasy 
Scheda su Anobii: qui

Trama: Molti sono i mutamenti che si stanno verificando nel mondo magico, e non certo positivi. La Petra Regia, fonte di ogni magia e da sempre garante della giustizia e del buon governo, è stata scavalcata dalle leggi umane, che, manipolate a uso e privilegio di pochi, sono divenute lo strumento principale di una pericolosa lotta per il potere. Dopo la sua morte Lord Robert Wilder lascia ad Adrian, figlio del suo amico più caro Sidonio e Custode della Lumerpa, una pergamena molto antica, ritrovata in una abbazia, che potrebbe costituire l'unica salvezza per chi ha ancora a cuore il destino del mondo. Essa contiene infatti una misteriosa profezia che riguarda il Prescelto, colui che solo potrà opporsi alle forze malvagie che stanno tramando per ottenere il potere. Allo stesso tempo, però, è necessario che la pergamena non cada nelle mani sbagliate, perché diverrebbe l'arma strategica con cui il Perfidus potrebbe schiacciare definitivamente gli ultimi suoi oppositori.


Note sull'autore: Annarita Pizzo è nata ad Albenga, dove attualmente risiede, nel 1974. Dopo aver terminato gli studi classici, ha lavorato nell'azienda floricola di famiglia per una quindicina di anni. Attualmente è operatore socio-sanitario con la passione per il fantasy.



La mia opinione:
Enelsin Artigton e la Petra Regia, dell'autrice Annarita Pizzo, è come riportato in copertina "un fantasy dalla trama coinvolgete e ricca di colpi di scena, che riesce quindi ad immergere il lettore nella più classica delle atmosfere fantasy, raccontando la storia universale dell'eterna lotta tra il Bene e il Male".

Il romanzo in questione presenta un narratore onnisciente che fin dalle prime pagine ci fa entrare all'interno di un mondo popolato da maghi, strani oggetti e formule magiche, il tutto nello stile tipicamente "potteriano" (anche se non abbiamo nessuna scuola di magia e i personaggi non sono ragazzini, ma bensì un po' più adulti). Ad esempio nelle prime pagine si accenna all'aspenlumen, un piccolo oggetto magico portatile in grado di far luce, oppure alle brillucciole, piccoli insetti forforescenti in grado di cambiare forma e di far luce contemporaneamente, o alla bussoramosa, una sorta di bussola, oppure ancora succomela, bromusasperio, pappepianta tutte bevante, o ancora il palifico segnarimedi, un orologio magico che ad ogni rintocco, oltre ad indicare l'ora, dà consigli magici e la lista potrebbe continuare per ore.

I personaggi grazie al potere delle parole riescono a mutare la realtà a loro favore, ad esempio "Speritex" è il comando utile a spegnere l'aspenlumen, o "Disatrapus hocum" per far apparire una piccola fiammella ecc. L'elemento mutaforma è molto presente, non solo gli oggetti cambiano forma, come le luci, i quadri, le tendine, le sedie, ma anche i personaggi sono soliti cambiare il loro aspetto (ad esempio il gestore di una taverna che diventa un'avvenente signorina con occhi da cerbiatta, per accogliere meglio i clienti). Altro elemento caratteristico è che alcuni oggetti hanno una loro personalità, sono umanizzati in alcuni aspetti, come le sedie che esclamano "accidenti quanto pesa!" quando qualcuno vi si siede sopra, o la volta della taverna che emette "sbadigli" di sera, ecc. L'ambientazione è l'Inghilterra, ma con aspetti tipici del fantasy tradizionale, con le taverne o le monete per pagare, ma poi si fa accenno all'Italia, o alle maghe sempre a dieta (elemento tipicamente moderno) è la cosa un po' stona, secondo me (ma sono gusti, ad altri la cosa può piacere).

Il narratore onnisciente devo dire si perde un po' nel descrivere ogni aspetto e ambiente, facendoci a volte dimenticare di cosa stavamo parlando o di chi erano i personaggi in quel momento in azione, soprattutto ciò si nota di più all'inizio (perché non conosciamo nulla di questo mondo così particolare e lo scrittore ci vuole far immergere il più possibile e far conoscere i vari elementi, ma questo fa perdere un po' il filo del discorso). Allo stesso tempo però è anche un punto a favore del romanzo, la presenza di un mondo accuratamente e profondamente articolato. 

I protagonisti del romanzo sono la famiglia Artigton, da secoli i custodi della Petra Regia, fonte di ogni magia e da sempre garante di giustizia e di buon governo. Ma un giorno tutto ciò cambia, durante la cerimonia per la consacrazione del nuovo Custode della Petra Regia, al posto del padre Sidonio, si innesca una feroce lotta fra i fratelli Adrian e Enelsin, spinto quest ultimo dalla crudeltà e dall'avidità, per il possesso di una parte del cristallo che si spezza. La Petra Regia è rappresentata in una scena come una civetta, essa è la fedele servitrice del Custode, ma le sue reali sembianze sono quelle di una Lumerpa, un animale imponente dall'aspetto solenne. Grande circa un metro e mezzo, e con un'apertura alare di tre metri, il becco giallo, gli occhi celesti, le piume bianche con sfumature dorate che risplendono formando, intorno al corpo dell'essere, un alone luminosissimo.

La famiglia Artigton, quindi si spaccherà dall'interno tra il Bene e il Male. Il cristallo, la pietra, si spezzerà in due inserendosi nei cuori dei due fratelli rivali. Adrian rappresenta la parte del bene, mentre Enelsin alias Perfidus, rappresenta la parte del male. Il piano di Perfidus è quello di impadronirsi, con ogni mezzo possibile, della parte mancante del cristallo, sottraendolo al fratello, per poter diventare così l'unico dominatore. Il fratello buono dal canto suo non sa di chi potersi fidare a causa di sotterfugi, incantesimi, segreti, profezie. La battaglia tra i due durerà per ben vent'anni.

Durante tutta l'avventura vivremo una serie di avvenimenti rocamboleschi, tra cui mutamenti lunari, la scoperta di una pergamena e la comparsa  di un prescelto, alla fine il tutto si risolverà con la vittoria dei buoni che hanno sì vinto una battaglia, ma non la guerra definitiva e chi sa che non vi sia un seguito a Enelsin Artigton e la Petra Regia. Un appunto sinceramente alla copertina, che secondo il mio modesto parere è totalmente fuorviante dai temi trattati all'interno del romanzo, e non attira molto il pubblico, specialmente le persone più giovani (amanti delle belle copertine fantasy che si vedono in giro nelle librerie), questo è un punto a suo sfavore, visto che con una copertina migliore avrebbe rispecchiato maggiormente il suo valore interno.

La trama risulta essere molto scorrevole, e come ho detto in precedenza, la fantasia fa da padrona nel testo (per via di tutti quegli elementi che danno carattere al mondo rappresentato dall'autrice Annarita Pizzo). Il romanzo risulta essere adatto un po' a tutte le età, dai ragazzini alle persone un po' più adulte, a chiunque abbia voglia di immergersi in un po' di sana fantasia che non guasta mai.

Spero che la recensione vi sia piaciuta, come al solito se qualcuno di voi ha già letto il romanzo ci lasci pure un suo parere nei commenti saremo ben lieti di parlarne insieme :)

Alla prossima recensione...

A cura di Stefano G. Muscolino alias Arkavarez e di Angela Visalli
Club Urban Fantasy
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