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venerdì 10 gennaio 2014

INTERVISTA A: Annarita Pizzo

Benvenuta nel nostro blog, oggi abbiamo il piacere di poter conoscere meglio l'autrice del romanzo "Petra Regia e la ricerca di Aran", Annarita Pizzo. Ciao Annarita, ci farebbe piacere se ti presentassi un po' ai nostri lettori, grazie.
Innanzitutto vi ringrazio per avermi ospitata e per il tempo che mi vorrete dedicare. Dopo gli studi classici, ho lavorato nell’azienda floricola di famiglia, esperienza che mi ha permesso di conoscere bene piante e fiori e di utilizzare queste mie competenze nei miei libri che ho scritto. Poi ho conseguito l’attestato di Operatore Socio Sanitario e, attualmente, sono mamma a tempo pieno. In assoluto il lavoro più bello!

Com'è il tuo rapporto con la scrittura? Cosa rappresenta per te?
Per me la scrittura è una passione, è il mio modo di evadere e conoscere “nuovi mondi”. Mi permette di esprimermi per come sono davvero e di rifugiarmi in un “porto sicuro” quando sono in difficoltà così come fa la lettura. In effetti mi affascinano entrambe nello stesso modo perché sono convinta che uno scrittore debba essere, prima di tutto, un buon lettore.


Quando scrivi vai di getto o preferisci pianificare prima tutto il lavoro?
Dipende dalla storia. A volte ho in mentre tutta la trama prima ancora di scriverla e, quando accendo il computer, mi mancano solo piccoli dettagli. Altre, ancora, inizio un racconto e, mano a mano, diventa un romanzo, un po’ come se volesse “scriversi” da solo.

Hai qualche genere letterario o autore a cui ti ispiri e che ti piace particolarmente?
Il genere letterario che mi diverte di più è il fantasy, la mia prima passione, e l’autore è J.R.R. Tolkien, tuttavia non è l’unico. Sono una fan di Agatha Christie, di cui ho letto e riletto più volte tutti i gialli! Poi c’è Sir Arthur Conrad Doyle con il suo Sherlock Holmes e così via, potrei parlarvi di molti altri, ma non voglio annoiarvi troppo.

Parlaci del tuo romanzo, "Petra Regia e la ricerca di Aran", dalla sua stesura ad oggi. Hai qualche retroscena da poterci svelare?
In questo libro continua la saga della famiglia Artigton per il possesso del cristallo, fonte di tutta la magia ed è il secondo dei quattro volumi in cui si sviluppa tutta la storia. Mi sono divertita moltissimo durante la stesura e non vedevo l’ora di arrivare alla fine, come mi accade ogni volta che inizio a scrivere perché entro in quel mondo magico e inizio a vivere le avventure dei protagonisti, che sono quasi degli amici per me. In verità, quando arrivo all’ultima pagina, sono un po’ triste perché so che li devo lasciare sino alla prossima volta.

Cosa ti ha spinto a scrivere il romanzo, a cosa ti sei ispirata o come ti è venuta in mente la trama?
Mi ha spinto la stessa passione del primo ed è stato semplice perché è la sua naturale conseguenza.

Che messaggio/sensazione vorresti che rimanesse a chi legge o leggerà il tuo romanzo?
Beh, vorrei che i lettori si divertissero come ho fatto io durante la stesura e che, a seconda della loro età, ne cogliessero il messaggio perché c’è ed è diverso per ciascun target. Dipende tutto dai “cularini”, come direbbero i miei personaggi, ossia degli occhiali magici che si indossano nel leggerlo.

Il protagonista del romanzo è Adrian il custode, è esatto? Puoi parlarci un po' di lui e del suo carattere?
Adrian Artigton è il “buono”, colui che ha una fede smisurata nel lato positivo che c’è in ogni persona o creatura con cui viene a contatto. Il suo amore per gli altri è immenso proprio grazie alla parte di cristallo dentro al suo petto. È la faccia positiva della stessa medaglia sul cui lato opposto negativo si trova il fratello Enelsin con cui condivide la Petra Regia.

Oltre al protagonista quali sono gli altri personaggi principali? C'è qualcosa di biografico in qualcuno di loro?
Ad esempio la Lumerpa, l’uccello magico connaturato al cristallo che protegge Adrian, i suoi più cari amici, Malcom Sky e Alan Freius, l’Investigatore Edmond Psorius, per non parlare della schiera dei cattivi da Enelsin a Lord Brad Doneux, da Lord Luis Sheldon ai Sectoris. Credo che ci sia qualcosa di autobiografico in ciascuno di loro anche se in diversa misura, sono tutti una piccola espressione delle mia “anima”.

Chi è Perfidus?
Perfidus” è il soprannome di Enelsin Artigton, fratello di Adrian. È il “malvagio” della storia che ha completamente perso le sembianze umane a causa della sua potente magia malvagia, amplificata esponenzialmente dal pezzo di cristallo che si è conficcato nel suo cuore durante la cerimonia che avrebbe dovuto consacrarlo nuovo “Custode” al posto del padre Sidonio e che, invece a scelto il fratello buono, Adrian, appunto.

Hai deciso di pubblicarlo con la eDM, EGO di David and Matthaus edizioni, come ti trovi con questa casa editrice?
Benissimo! Si tratta di una casa editrice free, seria ed affidabile, che mi sento di consigliare a tutti. Oltre alla grande professionalità, alla puntualità e alla gentilezza, ti seguono passo passo proprio come se facessi parte di una “grande famiglia” e questa è una bellissima sensazione che non avevo mai provato prima.

Cosa pensi del mondo dell'editoria?
Secondo me si tratta di un mondo difficile e complesso, soprattutto per uno scrittore esordiente, in cui non è facile districarsi e trovare il proprio spazio, tuttavia non bisogna mai smettere di seguire i propri sogni.

Quali saranno i tuoi prossimi progetti?
Attualmente sto scrivendo il terzo libro e spero tanto di poter finire la saga, perché non amo lasciare le cose a metà, inoltre ho in mente un progetto che vorrei tanto si realizzasse entro quest’anno.

C'è qualche genere letterario, non ancora da te esplorato, di cui vorresti occuparti?
In effetti sì, mi piacciono molto i gialli e, chissà, magari un giorno riuscirò a scriverne uno!

Grazie per questa intervista, alla prossima.
Grazie a voi!

Trama: In Petra Regia e la ricerca di Aran continua la saga della famiglia Artigton per il possesso del cristallo, fonte di tutta la magia. Anche in questo secondo volume, come in Enelsin Artigton e la Petra Regia che dà il via alla storia, non mancano i colpi di scena che porteranno il lettore a vivere fantastiche avventure insieme...

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Alla prossima, Arkavarez
Club Urban Fantasy

venerdì 22 novembre 2013

INTERVISTE "Il Bene e il Male": Luigi Dinardo

Salve cari lettori,
è un po' che non viene aggiornato il blog per mancanza di tempo, in attesa di riprendere ecco a voi una nuova intervista fatta ai nostri autori presenti nell'antologia Il Bene e il Male. Oggi è il turno di Luigi Dinardo, buona lettura e alla prossima. 


Ciao, "Luigi Dinardo" e benvenuto. Iniziamo parlando un po' di te in generale , cosa fai nella vita oltre a coltivare la passione per la scrittura?
Sono uno studente universitario in Storia, ma spero di trovare un lavoro soddisfacente, anche se so che di questi tempi è assai difficile, soprattutto qui al sud. Meno male che c’è la scrittura che mi tira su il morale!

Com'è nata la tua passione per la scrittura? Da quanto tempo scrivi e perché hai iniziato a scrivere?
Scrivo da quando avevo vent’anni, dopo la fine delle scuole superiori. Non ho vissuto un’intensa adolescenza, e sentivo il bisogno di sfogarmi con qualcuno, condividere i miei segreti. La scrittura è stata, in questo senso, un’ottima consigliera. Se oggi sono più aperto con la gente è anche grazie a lei.

Come sei venuto a conoscenza del concorso, che ha portato alla realizzazione dell'antologia "Il Bene e il Male"? Conoscevi o frequentavi già il blog Club Urban Fantasy?
Cercavo un concorso interessante al quale prendere parte e quello che mi ha ispirato di più è stato sicuramente quello de “Il bene e il male”. Una tematica avvincente.

Parlaci brevemente della tua storia, del protagonista che hai scelto e del messaggio che vuoi trasmettere ai tuoi lettori.
Il protagonista della mia storia perde in un incidente stradale tutta la sua famiglia, compreso il suo adorato fratellino. Il giudice, inspiegabilmente, non condanna il colpevole al carcere, ma solo agli arresti domiciliari. Il protagonista, tra mille pensieri e ripensamenti, dovrà decidere se farsi giustizia da solo o aspettare che le cose si sistemino.

Vuoi citarci un breve passo significativo del tuo racconto?
Sono qui, in quest’aula di tribunale, ad attendere con trepidazione la sentenza del giudice. Ma ho come la netta sensazione di sapere come andrà a finire. Angelo Morlacchi, l’uomo che ha disintegrato la mia famiglia con il suo Suv da cinquantamila euro, ha un malefico sorriso stampato sul volto. Non mi stupirei se si fosse comprato questo giudice da strapazzo con gli occhiali quadrati. Sembra essere uscito da una di quelle serie americane tanto di moda negli ultimi tempi. Incrocio il suo sguardo per un attimo. È assente, perso nel vuoto. Forse vuole solo tornare a casa per pranzare con la sua patetica moglie. Di mia madre non gliene frega niente. Non gli interessa sapere che è morta cercando di proteggere con il suo corpo il piccolo Michele, sei anni appena ma tanta voglia di giocare al gioco più bello del mondo: la vita. Scommetto che non sa neanche il nome di mio padre, un infaticabile lavoratore che ha donato tutto se stesso alla famiglia. No, non vuole fare giustizia. Vuole solo tornare a casa. Ha l’aria stanca, assonnata, non vede l’ora di chiudere la pratica. Non voglio però che tutto sia così semplice. Non può finire tutto in una bolla di sapone.

L’aula si fa silenziosa. Il brusio s’interrompe di colpo e il giudice prende la parola.

«Condanno l’imputato a otto mesi di arresti domiciliari.»

Hai scritto o pubblicato altre opere?
Oltre a vari racconti e poesie in alcuni concorsi, ho pubblicato nel 2010 il romanzo dal titolo “Non aver paura di essere diverso” e nel 2013 la raccolta di racconti e di poesie (che comprende tutti i miei scritti dal 2004 al 2013) dal titolo “120 emozioni per me posson bastare”.

Vorresti aggiungere qualcos'altro?
Spero che il mio racconto piaccia a coloro che lo leggeranno. Mi sono ispirato a tanti casi di cronaca italiana, dove purtroppo sempre più spesso i criminali non fanno la fine che meritano.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato e ti auguriamo buona fortuna per la tua carriera artistica.

Alla prossima, Stefano
Club Urban Fantasy

lunedì 4 novembre 2013

INTERVISTE "Il Bene e Il Male": Giuseppe Corte

Salve cari lettori,
oggi torniamo con un'altra intervista per la serie dedicata alla nostra antologia Il Bene e il Male, oggi ospitiamo l'autore Giuseppe Corte, nostra vecchia conoscenza poiché partecipo al Concorso di Stirpe Chimerica. Buona lettura con l'intervista.

Ciao, Giuseppe e benvenuto. Iniziamo parlando un po' di te in generale , cosa fai nella vita oltre a coltivare la passione per la scrittura?
Grazie e ciao Club Urban Fantasy. Io nella vita sono un ragazzo molto semplice, mi piace fare sport, lavoro come cameriere e sto terminando gli studi in Scienze della Comunicazione.

Com'è nata la tua passione per la scrittura? Da quanto tempo scrivi e perché hai iniziato a scrivere?
La mia passione per la scrittura è nata per la libertà che riesce a donare. Mi piaceva e mi piace l’idea di poter far viaggiare la mia immaginazione e poter esprimere i miei sentimenti, in un modo, che più si avvicina al mio animo. Ho iniziato a scrivere all’età di 13/14 anni con piccole poesie e pensieri espressi in un quaderno, come una sorta di diario. Posso dire, con un po’ di timidezza, che ho iniziato a scrivere, perché in quei momenti di creatività i miei problemi familiari si facevano piccoli. Sicuramente tutti hanno dei problemi nelle proprie case, ma per me la bellezza della vita è questa, poter trovare un bel modo di affrontarli e se si può, di nasconderli per un breve lasso di tempo.

Come sei venuto a conoscenza del concorso, che ha portato alla realizzazione dell'antologia "Il Bene e Il Male"? Conoscevi o frequentavi già il blog Club Urban Fantasy?
Sono venuto a conoscenza del concorso tramite il gruppo Facebook del blog Club Urban Fantasy e ormai sono più di due anni che seguo le attività del sito.

Parlaci brevemente della tua storia, del protagonista che hai scelto e del messaggio che vuoi trasmettere ai tuoi lettori.
La mia storia è incentrata nella Francia del fine 1400, nel periodo della caccia alle streghe. Infatti il protagonista è Paul, il figlio di uno stregone divenuto malvagio e una strega dal cuore benevolo. Paul ci narra la sua storia, del dramma vissuto dai suoi genitori, che hanno visto morire i loro cari tra le fiamme. Il padre del giovane stregone reagì al dolore con l’odio e la violenza, ottenebrando il suo cuore. Mentre la madre di Paul ha conservato un cuore buono, superando la perdita attraverso l’amore che nutriva per i suoi familiari. Così Paul, che fu concepito proprio in quella notte di sofferenza, è costretto a crescere fra i due esempi di vita opposti, il bene e il male, l’amore e l’odio. “La morale della favole”, che ho voluto dare ai lettori, attraverso la vita di Paul, è che ognuno è artefice del proprio destino. E sebbene lasciarsi andare all’odio è più facile e per certi versi, meno impegnativo e molto divertente, ci sono sempre dei validi motivi per dare ascolto al proprio cuore, per riempire la vita di quel bene e di quell’amore che ci rende immortali nell’animo dei nostri cari.

Vuoi citarci un breve passo significativo del tuo racconto?
Molto volentieri. Per me questo pezzo è molto importante : «Mia madre mi diceva sempre, che non si può fare del bene facendo del male, che non dovevo fare mai come mio padre, io dovevo credere nel cuore delle persone. Insegnamenti dolorosi, ma in un qualche modo mia madre superò il dolore e l’odio attraverso il suo grande cuore, ma questo, non fu accettato mai da mio padre, ormai aveva il cuore completamente oscuro e malvagio.» Questa estrapolazione, per me simboleggia la forza del bene che guarda al di la del dolore, che ti fa superare avversità, mentre il dolore porta solo altro male, se preso con vendetta ed odio. Quindi a noi la scelta di reagire come meglio crediamo e di conseguenza, che vita vivere.

Hai scritto o pubblicato altre opere?
Premetto che questa è la mia prima opera pubblicata, però ho scritto molto altro, come racconti brevi e un libro romance-fantasy, che narra della creazione del primo angelo in tempi molto remoti. Egli fu scelto per il suo cuore immenso, compiendo grandi imprese, ma la storia si svolge attraverso un protagonista dei nostri giorni. Insomma, va letto, non si possono svelare troppi particolari.

Vorresti aggiungere qualcos'altro?
Si vorrei ringraziare tutto “lo Staff” che si cela dietro la creazione di quest’antologia, perché è bello vedere tanta passione. Ogni riga di ogni singolo racconto scelto, esprime l’amore e un pezzo di cuore dell’autore. Tutti bellissimi da leggere e molto autorevoli.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato e ti auguriamo buona fortuna per la tua carriera artistica.
Ancora grazie mille al Club Urban Fantasy e la fortuna cerco di tenermela stretta. Alla prossima iniziativa.

Con questo è tutto, a risentirci presto. Stefano
Club Urban Fantasy

sabato 26 ottobre 2013

INTERVISTE "Il Bene e Il Male": Andrea Ceccarelli

Eccoci tornati con una nuova intervista per la serie dedicate alla nostra antologia Il Bene e Il Male, oggi vi proponiamo quella dell'autore Andrea Ceccarelli. Buona lettura.

Ciao, Andrea e benvenuto. Iniziamo parlando un po' di te in generale, cosa fai nella vita oltre a coltivare la passione per la scrittura?
Innanzitutto grazie dell’intervista, sono molto felice di rispondere alle domande da voi proposte. Cosa faccio nella vita oltre a scrivere…Beh, studio, leggo e mi piacciono molto anche i videogiochi. Non è che faccio molto a dire il vero, sono piuttosto semplice e non troppo iperattivo, forse il contrario direi. Al momento sono (purtroppo) ancora al liceo ed ho 19 anni, per la precisione studio all’istituto professionale socio sanitario Elsa Morante.

Com'è nata la tua passione per la scrittura? Da quanto tempo scrivi e perché hai iniziato a scrivere?
Alla prima risposta proprio non saprei cosa dire, non v’è una ragione, motivazione o altro per spiegare come sia nata questa passione. Ho iniziato a scrivere fin dalle elementari e continuavo a assillare le persone che mi stavano vicino dicendo “ da grande voglio fare o lo scrittore o il biologo!”. Già a quel tempo scribacchiavo un po’ ed avevo qualche idea. Poi con l’andare degli anni ho avuto le idee un po’ più chiare e forse c’è stata una piccola “spinta” che mi ha aiutato per scrivere. Cambiare le cose. Mi spiego meglio, quando scrivi, specialmente nel Fantasy è come se tu fossi un Dio. Quello è il tuo mondo e decidi tu cosa può succedere all'interno di esso. Non può capitare per caso un evento brutto, doloroso o altro. Tu decidi ed i tuoi personaggi stanno alle tue regole, inoltre è sempre un ottimo motivo per sfogarsi. Ecco, su per giù spero di aver risposto.

Come sei venuto a conoscenza del concorso, che ha portato alla realizzazione dell'antologia "Il Bene e Il Male"? Conoscevi o frequentavi già il blog Club Urban Fantasy?
Allora…Sinceramente ho scoperto a caso questo concorso e subito ne sono stato attratto dato che antecedentemente avevo vinto un altro concorso di un blog. Quindi, possiamo dire “ con la foga del momento” subito ho scritto un altro racconto e mi sono buttato a capofitto in questo concorso. Scoprii dopo il Blog Urban Fantasy.

Parlaci brevemente della tua storia, del protagonista che hai scelto e del messaggio che vuoi trasmettere ai tuoi lettori.
Ammetto che il racconto che ho inviato non è altro che un futuro pezzo di un libro che attualmente sto scrivendo. Per la precisione del secondo libro, il primo è già terminato e lo sto correggendo. Questo racconto si basa sul futuro che vedrà il personaggio del primo libro. Ho scelto questo personaggio non solo perché è il protagonista ma specialmente per la sua ingenuità e curiosità. Specialmente perché non sa niente di questo “nuovo mondo”. Nel racconto cito “la rete”, teoricamente quest’ultima non è altro che il mondo dove viveva antecedentemente a quello del racconto “Codice Giallo”. La trama è semplicemente una spiegazione di cosa accade quando uno dei tre codici che cito come verde, giallo e rosso si attivano. Sono allarmi, questo era palese. Tuttavia mi affascinava spiegare un “attacco” tramite questi allarmi e cercare di unirli appunto con un motivo musicale, nel caso di “Codice Giallo” , Beethoven. E spero sinceramente di essere riuscito nell’impresa.

Vuoi citarci un breve passo significativo del tuo racconto?
Un dolore che nel Vernon non avevo mai provato. È l'opposto della bellezza, dei sorrisi, d'un candido abbraccio. Per poi giungere al buio eterno, senza udire alcun suono, in solitudine.
Adoro questo passo, per me è molto significativo poiché è proprio in questo istante che il protagonista scopre la differenza sostanziale fra dolore e felicità. O meglio, è come se nel suo “bagaglio d’esperienza” si aggiungesse quest’altra cosa che tutti teoricamente impariamo. Tuttavia non lui, solo dopo moltissimo tempo riesce a concepirlo e tra l’altro con estrema velocità, con un impatto, come ciò che accade nel racconto. Direi che è questo il passo più significativo per me.

Hai scritto o pubblicato altre opere?
Si, attualmente nel Blog di “Maddalena Coce” un’abilissima scrittrice ed amica, v’è presente il racconto con cui vinsi il concorso che indette lei stessa più di un anno fa, il nome del racconto è Garothox Fulridge ed è Fantasy.

Vorresti aggiungere qualcos'altro?
Solo ringraziare chi ha indetto il concorso e ovviamente chi si è preso la briga di correggere tutti i racconti dell’antologia. Oh e ovviamente anche tutti gli altri partecipanti! Ho trovato veramente bello ogni singolo scritto. Sia di coloro che sono passati che non.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato e ti auguriamo buona fortuna per la tua carriera artistica.

Alla prossima Stefano
Club Urban Fantasy

sabato 12 ottobre 2013

INTERVISTE "Il Bene e il Male": Camilla Demontis

Buongiorno cari lettori, oggi iniziamo una nuova serie di post riguardanti piccole interviste fatte agli autori partecipanti all'antologia "Il Bene e il Male", scaturita proprio tra le pagine del nostro blog. Partiamo subito con una nostra vecchia conoscenza e cioè Camilla Demontis, "vecchia conoscenza" in quanto ha già partecipato in passato a un nostro concorso, entrando a far parte dell'antologia Stirpe Chimerica. Eccovi a voi l'intervista.

Ciao Camilla e benvenuta. Iniziamo parlando un po' di te. Cosa fai nella vita oltre a coltivare la passione per la scrittura?
Ciao! Sono una studentessa universitaria iscritta in Lettere e Filosofia e oltre ad avere la passione per la scrittura ho prima di tutto quella per la lettura.

Com'è nata la tua passione per la scrittura? Da quanto tempo scrivi e perché hai iniziato a scrivere?
La mia passione è nata precisamente quando ho imparato a leggere e scrivere, sin dai primi anni delle elementari ho sempre adorato mettere per iscritto i miei pensieri, ma diciamo che ho iniziato a farlo in maniera più concreta da qualche anno, partecipando così a qualche concorso letterario.

Come sei venuto a conoscenza del concorso, che ha portato alla realizzazione dell'antologia "Il bene e il male"? Conoscevi o frequentavi già il blog Club Urban Fantasy?
Frequentavo di già il Club Urban Fantasy perché avevo partecipato in precedenza ad un altro concorso organizzato da questo e quindi son venuta immediatamente a conoscenza del concorso "Il bene e il male" e non me lo son lasciata sfuggire.

Parlaci brevemente della tua storia, del protagonista che hai scelto e del messaggio che vuoi trasmettere ai tuoi lettori.
La mia storia parla di Rosenrot, abbandonata da tutti sin dal suo primo respiro e continuamente emarginata, sino a quando scopre di avere qualcuno disposto a stare dalla sua parte. Con questo racconto volevo solo ricordare che ci troviamo nel bel mezzo della partita più antica di tutti i tempi e che dobbiamo solo decidere per quale squadra giocare, proprio come ha fatto Rosenrot.

Vuoi citarci un breve passo significativo del tuo racconto?
"I capelli rossi, un marchio indelebile che la vita le aveva donato; la figlia del diavolo, un nome che le cucirono addosso con tanta cura sino a trasformarlo nel suo destino, dalla quale né lei né nessun altro si sarebbe potuto sottrarre."

Hai scritto o pubblicato altre opere? 
Sì, mi son stati pubblicati altri racconti. Uno, il cui titolo è "Primavera a Parigi" si trova all'interno dell'antologia Stirpe Chimerica Vol.1, pubblicata sempre tramite il Club Urban Fantasy; "Ossessionata dalla follia", racconto inserito in una mini raccolta pubblicata dalla casa editrice "La mela avvelenata" e intitolata Psycho Tales e l'ultimo racconto pubblicatomi grazie ad un concorso regionale, Cartabianca, si intitola "Nessuno dorme sotto il suo letto".

Vorresti aggiungere qualcos'altro?
Solo che continuerò a scrivere, nella speranza di riuscire a pubblicare un libro tutto mio.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato e ti auguriamo buona fortuna per la tua carriera artistica. 

Per saperne di più riguardo all'antologia Il Bene e il Male potete leggere il post in cui ne abbiamo parlato: qui oppure andare nella nostra vetrina di lulu: qui dove troverete tutto ciò che abbiamo pubblicato fin ora.  

Alla prossima Stefano
Club Urban Fantasy

venerdì 31 maggio 2013

ANTEPRIMA: Le Cronache di Aldimondo, Zak Elliot e i Draghi di Mezzamorte

Oggi vi voglio parlare della nuova uscita di Le Cronache di Aldimondo, Zak Elliot e i Draghi di Mezzamorte, di seguito troverete i dati principali del romanzo e l'intervista fatta da me al suo autore.

Titolo: Le Cronache di Aldimondo Vol.2 Zak Elliot e i Draghi di Mezzamorte
Autore: Roberto Recchimurzo
Pagine: 232 p. illustrato
Prezzo: € 15 (versione cartacea)
Editore: Wip Edizioni
Genere: Fantastico/Fantasy
Scheda su Anobii: qui


Trama: "Zak Elliot e i Draghi di Mezzamorte" è il secondo volume della saga "Le cronache di Aldimondo". Una nuova avvincente avventura attende il coraggioso Zak Elliot, alle prese con terrificanti draghi, temibili pirati e altro ancora, nella sua quotidiana lotta contro il male.

Booktrailer Zak Elliot e i Draghi di Mezzamorte: qui
Booktrailer di Zak Elliot e Il libro del Destino: qui

Note sull'autore: Roberto Recchimurzo è nato a Bari trentasette anni fa. Scopre il fascino e la magia della scrittura nel '99, quando frequentava l'accademia di arti drammatiche. Ha scritto vari format per una web tv locale. E' autore di Ho formattato il fisco e Bari Noir. Gli piace spaziare fra i generi e stupire, cercando di proporre sempre qualcosa di nuovo. Zak Elliot e i Draghi di Mezzamorte è il suo secondo volume della saga Le Cronache di Aldimondo.
Sito Ufficiale dell'autore: http://www.robertorecchimurzo.it/

Intervista a Roberto Recchimurzo, già autore di Le Cronache di Aldimondo – Zak Elliot e il libro del destino, uscito da poco con il secondo volume, Zak Elliot e i Draghi di Mezzamorte


Salve Roberto, questa è la seconda volta che abbiamo il piacere di parlare con te sul nostro blog Club Urban Fantasy (Intervista Precedente). Puoi salutare brevemente i nostri lettori, se ti fa piacere.

Saluto calorosamente tutti i lettori di Club Urban fantasy e ringrazio anche tutti coloro che leggeranno questa intervista. Vi abbraccio come se fossi lì vicino a voi. Uno per uno.

Dopo Zak Elliot e il libro del destino (ANTEPRIMA DEL PRIMO CAPITOLO), ora è la volta di Zak Elliot e i Draghi di Mezzamorte, il secondo volume di questa promettente saga. Cosa ti porti dentro di questo secondo capitolo?

Un seguito ha sempre l’arduo compito di piacere più del primo. Non a caso in questo secondo episodio sono stati fatti, volutamente, degli inserimenti che incatenano sempre più il lettore alle pagine. Personaggi nuovi con i quali farete subito amicizia ed eventi che vi scuoteranno nell'animo  Questo secondo volume mantiene le promesse fatte nel primo, ve lo garantisco.

Hai qualche aneddoto carino da raccontarci riguardante la stesura di Zak Elliot e i Draghi di Mezzamorte di cui vuoi renderci partecipi?

Quello che posso dirvi in tutta onestà è che non basta immaginare e scrivere un racconto, ma bisogna trovare il modo di finirci dentro. Ed io ci sono riuscito.

Il primo volume di una saga è quasi sempre una sorta di introduzione, è dal secondo in poi che la trama si infittisce, è così anche nel tuo caso?

La trama del secondo libro riprende i fatti esattamente da dove li avevamo lasciati. È una continua cronologica degli episodi che andranno a infittirsi sempre di più. Nel secondo volume ci inoltriamo verso qualcosa di grande, come avventura e come storia. Sono stati inseriti moltissimi elementi che vi lasceranno senza parole..

Zak Elliot è il protagonista di Le Cronache di Aldimondo, un ragazzo di quattordici anni, rimasto orfano dalla nascita. Come si evolve il suo carattere e le sue vicende nel corso della storia?

La sua evoluzione è dovuta agli incontri ed agli avvenimenti. Passo dopo passo, Zak Elliot, tornerà padrone di capacità delle quali non conosceva l’esistenza. Queste ultime unite a quelle sviluppate nel nostro mondo, faranno di lui un eroe senza pari. Un guerriero che combatterà con il ferro e con la testa..

Zellus è invece l'anziano libraio di cui Zak Elliot fa per caso conoscenza, e che gli parla di un volume che gli è stato rubato, ciò mi ricorda un po' La Storia Infinita, ti è mai capitato di leggerlo?

La storia infinita è uno dei libri più belli che io abbia mai letto. In Zak Elliot ho voluto citare un po' tutti i libri letti e i film visti. Zellus, per come lo vedo io, non è solo il custode di un libro ma anche un mago che si rivelerà essere potente, vedrete..

Faremo poi la conoscenza, oltre che di Zellus, di Gianbeccuccio, un parlagallo alquanto strano e Rupert un elfo dei boschi del sud dalla pelle verdastra, come interagiranno i vari personaggi tra di loro? Puoi descriverceli un po' per conoscerli meglio?

In realtà, i tre citati nella domanda, dovevano essere amici. Ma poi ho pensato che qualcuno doveva pur tradire il gruppo, ci voleva il colpo di scena e così le cose sono andate come sapete. Zellus e Gianbeccuccio sono l’esempio dell’amicizia eterna, Rupert, invece, della debolezza dell’uomo. Mentre i primi due combatteranno sempre fianco a fianco per proteggere e proteggersi, il terzo farà sempre qualcosa i cambio di un’altra. Rupert è un vile e lo dimostrerà in futuro quando, probabilmente, tornerà..

Il compito di Zak sarà quello di recuperare il "Libro del Destino", ma quando tutto sembra andare per il verso giusto, succede l'inevitabile, ma Zak non si perderà d'animo. Come affronta le sfide Zak?

Con il suo ritrovato coraggio. La sua forza d’animo e il suo ottimismo. Qualità che servono ai ragazzi per crescere nel migliore dei modi. Qualità che se fatte maturare nel giusto modo possono renderci veramente invincibili!

La fantasia fa da padrona nella descrizione dell'antica terra Aldimondo in cui Zak vivrà la sua avventura e scoprirà anche le sue origini. A cosa ti ispiri per la creazione di luoghi immaginari, come ad esempio il gigantoragno Araknea, il labirinto del tempo?

A volte la mia ispirazione viene da una rielaborazione di cose già viste o di libri già letti un centinaio di volte. Poi la fantasia fa tutto il resto. Creare personaggi e ambientazioni è come cucinare. Un po di questo, un po di quello e voilà, il piatto è pronto! Con gli ingredienti giusti si crea qualcosa di unico e genuino.

Aldimondo è popolato da tante creature diverse, giganti, streghe cattive, nani, quale creatura ti ha dato più problemi nel descriverla o adattarla a un personaggio?

Credo che uno dei personaggi sul quale ho lavorato di più sia stato proprio Balgor. Lo avevo immaginato come un possente titano ma non avevo capito ancora quale ruolo dargli. La trama di Zak Elliot e il suo intreccio mi hanno aiutato moltissimo. Poi nel secondo volume ci sono tantissimi altri personaggi e creature del quale non vi svelerò altro..

Il cattivo, Lord Velvet, fratello gemello di Zak, è irrecuperabile o ci dobbiamo aspettare qualche colpo di scena?

Lord Velvet tornerà con una vita nuova, con un nuovo aspetto, con un nuovo nome e con una miriade di loschi fini. E se vi state chiedendo il perché sappiate solo che se non può conquistare più Aldimondo, perché non provare a conquistare la terra?

A chi consiglieresti di leggere i tuoi due romanzi e perché?

Zak Elliot è un libro per tutti. Quello che mi ha sorpreso più di ogni altra cosa, è l’entusiasmo dei ragazzi ma soprattutto quello dei loro genitori. Anche i grandi si appassionano a leggere le avventure delle Cronache di Aldimondo, perché in fondo, in ognuno di noi c’è un Zak Elliot che aspetta solo di riemergere.

Quando sarà pronto il terzo volume della saga? Quanti volumi saranno in totale?

Il terzo episodio della saga è già in lavorazione e dovrebbe vedere la luce a fine anno. I volumi saranno in totale 5 e, poi, chissà qualcos’altro potrebbe accadere..


Grazie di aver risposto alle nostre domande.

Spero che quest'intervista vi sia piaciuta, alla prossima.
Angela
Club Urban Fantasy

sabato 26 gennaio 2013

INTERVISTA A: Francesca Verginella

Intervista a Francesca Verginella,
autrice del romanzo Luna

Benvenuta nel nostro blog, oggi abbiamo il piacere di poter conoscere meglio l'autrice del romanzo Luna, Francesca Verginella. Ciao Francesca, ci farebbe piacere se ti presentassi un po' ai nostri lettori, grazie.

Com'è il tuo rapporto con la scrittura? Cosa rappresenta per te?

Quello con la scrittura è stato un incontro casuale, ma che ha segnato positivamente la mia vita. Ci siamo conosciute quando avevo 19 anni e non ci siamo più lasciate. Per me scrivere è una valvola di sfogo, un modo diretto per comunicare.

Quando scrivi vai di getto o preferisci pianificare prima tutto il lavoro?

Inizialmente parto di getto. Mi capita di scrivere le prime 10 o anche 60 pagine e poi mi fermo. Mi rendo conto che i personaggi che cominciano a muoversi nella storia hanno spesso bisogno di una struttura più solida a cui aggrapparsi per non diventare poco coerenti. Allora creo uno schema piuttosto semplice. Per ogni personaggio esamino ed annoto (per sommi capi) l'aspetto, il carattere, il senso della sua presenza nella storia. Nel caso di "Luna" ho dovuto anche disegnarmi una cartina di Solamia perchè, man mano che il viaggio proseguiva, i luoghi attraversati e quelli ancora da raggiungere cominciavano a diventare troppi per ricordarli a memoria. Ma quello che succede nella trama non lo chiudo mai in uno schema. Preferisco seguire la storia così come mi viene narrata dall'ispirazione.

martedì 22 gennaio 2013

INTERVISTA A: Diego Romeo

Intervista a Diego Romeo,
autore del romanzo Storie delle Lande Percorse Libro I - Come nasce un cavaliere

Ecco l'intervista a Diego Romeo, autore del romanzo Storie delle Lande Percorse Libro I - Come nasce un cavaliere. Benvenuto Diego nel nostro blog, ci farebbe piacere se ti presentassi.
Grazie dell’ospitalità! Anzitutto vorrei dirvi che per me è un piacere ed un onore poter essere con voi. Sono nato a Napoli il 2 luglio del 1976, ma per motivi di lavoro di mio padre mi sono trasferito a Roma nel ’82. Per questo considero la Città eterna come la mia città adottiva. Sono sposato con una donna meravigliosa e sono padre di due splendidi bambini. Fin da adolescente ho coltivato la passione per il Fantasy e per l’incontro con il mondo più semplice e vero; dal 1994 faccio parte di una Associazione di volontariato con cui mi sono occupato di bambini poveri, senza fissa dimora, Rom e disabili. Mi sono laureato nel 1992 in Lettera e Filosofia, indirizzo storico-religioso.

Come è nata per te la passione per la scrittura e cosa rappresenta per te scrivere?
È nata spontaneamente, senza che me ne accorgessi, ed è cresciuta silenziosa nel tempo. Forse, inconsciamente, ha accompagnato le mie letture onnivore. Fin da ragazzo ho coltivato la passione per il Fantasy e i giochi di ruolo, quindi inventare narrazioni per giocare con i miei amici mi era divenuto naturale. Ad un certo punto, sempre “per gioco”, ho iniziato a scrivere qualche cosa di più complesso. Capitolo dopo capitolo la mia storia è divenuta qualcosa di più sostanzioso e quindi ho pensato di pubblicare per sottometterla al giudizio del pubblico.

Pianifichi in anticipo la struttura della storia, o la trama e i personaggi si sviluppano in corso d’opera?
Parto da un idea già chiara nella mia mente (così è stato per il primo e per il secondo libro che sto scrivendo), ma la trama, e soprattutto i dialoghi, nascono in corso d’opera. Mi capita spesso di pensare alle mie storie, nei momenti di stallo o di noia, quando sono bloccato nel traffico, o in fila alla Posta. Mi fermo e annoto su un quaderno di appunti. Torno a casa e do una forma: non sempre in maniera lineare e cronologica, ma alla fine il testo trova una sua coerenza.

Hai qualche autore o genere letterario preferito, a cui magari ti ispiri quando scrivi?
Non ho un genere letterario preferito, mi piacciano molto i romanzi (ovviamente i miei preferiti sono i Fantasy, anche se non disdegno romanzi storici). Mi piace molto leggere di geopolitica e di storia, ma anche saggistica, spiritualità e poesia. In effetti, leggo di tutto, ma con un criterio personale molto definito!! Negli ultimi giorni sono impegnato con due bellissimi libri. Il primo scritto da Luca Giordano dal titolo “Passa dal corpo il cielo”, una raccolta poetica. Il secondo è un romanzo, racconto di vita di Michelangelo Bartolo, medico volontario per un programma di cura dell’AIDS in Africa, dal titolo “La nostra Africa”. Il mio grande riferimento letterario, almeno per quanto riguarda il fantasy, rimane sempre l’intramontabile Tolkien.

INTERVISTA A: Roberto Recchimurzo

Intervista a Roberto Recchimurzo,
autore del romanzo Le Cronache di Aldimondo – Zak Elliot e il libro del destino

Oggi ho il piacere di intervistare Roberto Recchimurzo, autore del romanzo Le Cronache di Aldimondo – Zack Elliot e il libro del destino. Benvenuto Roberto nel nostro blog, ti puoi presentare, se ti va brevemente, ai nostri lettori?
Sono nato nella città di Bari, alle nove e cinquanta circa, in un mattino di trentasette anni fa. Ho iniziato a dilettarmi nella scrittura quando ho cominciato a frequentare l’accademia di arti drammatiche nella città eterna (Roma). I miei racconti già allora promettevano qualcosa di diverso. Mi piace spaziare fra i generi e creare sempre qualcosa di unico e nuovo. Il mio obiettivo è stupire! Ho già pubblicato altri racconti ma con “Le Cronache di Aldimondo”, per me e per tutti voi, si aprono una serie di nuove ed avvincenti avventure. Attualmente lavoro come informatico. In quanto ai miei gusti, amo la musica, il cinema e viaggiare. Sono un fan di Dylan Dog, colleziono Trolls Norvegesi. Leggo spesso, soprattutto racconti e romanzi di autori sconosciuti, che, a mio parere, a volte sono di gran lunga migliori di quelli dei “grandi”.


Come è nata per te la passione per la scrittura e cosa rappresenta per te scrivere?
Scrivo dal 1999, anno in cui frequentavo l’Accademia di Arti Drammatiche “Mario Riva” nella città eterna. Scoprii in quel corso che avevo una indole per la narrazione e così cominciai a scrivere. Ho tenuto tutto nel cassetto fino al 2007, e fino ad oggi ho pubblicato ben quattro libri che sono piaciuti a chi li ha letti. Il consiglio che mi danno è sempre lo stesso: Continua così Roby!

Cosa fai quando scrivi, hai un particolare processo creativo? Pianifichi in anticipo la struttura della storia, o la trama e i personaggi si sviluppano in corso d’opera?
Con la vita che faccio è davvero difficile trovare dei momenti da dedicare a questa mia passione. Ma nonostante tutto riesco a farlo. Minuti, ore e raramente qualche intero weekend riesco a dedicarli per buttare giù qualche riga. In genere quando ho una nuova idea la segno sulla prima cosa che mi capita per le mani (scontrino, biglietto del cinema, carta) e poi la sviluppo su un taccuino tipo una sorta di storyboard. Non vi nascondo che per alcuni personaggi tutto accade durante la stesura. Sono, a volte, i personaggi stessi a scriversi, così come alcuni avvenimenti o location.

Quando non scrivi, cosa ti piace leggere? Hai qualche autore o genere letterario preferito a cui magari ti ispiri quando scrivi?
Sono un accanito lettore di Dylan Dog, lo colleziono da molti anni e per me è fonte di ispirazione. Altre muse sono Tim Burton, Steven Spielberg e George Lucas. Spesso quando scrivo metto di fronte a me il libro di Jobs. È stato un visionario e io mi reputo tale. Solo una mente che vede oltre può aiutare l’uomo ad arrivare lì dove nessuno potrà mai farlo. E non solo! Ha la responsabilità di diffondere le sue “visioni”.

Ci puoi svelare qualche retroscena nella stesura del tuo romanzo, Zak Elliot e il libro del destino?
Dovete sapere che Zak Elliot è nato da una serie di racconti che avevo scritto, da una mappa e da una ricerca sul web. Dovevo trovare un nome che non era stato utilizzato da nessuno. O almeno non ancora. E poi cominciai a sviluppare un percorso su di una mappa (che è enorme ve lo assicuro, Aldimondo è un mondo così vasto che cinque volumi potrebbero non bastare)

Le scelte grafiche della copertina e dell'interno del romanzo sono state tue scelte?
Sì! La copertina è nata da una bozza a matita che successivamente è stata sviluppata dal mio grafico (Giancarlo Lavenuta) su Mac. Mentre per l’interno del libro è intervenuto il mio editore con la sua esperienza.
Come mai la decisione, in questo caso, di dedicarti ad un pubblico di giovanissimi lettori?
Scrivere un fantasy è sempre stato un mio desiderio. Ma volevo farlo in un modo più soft, diverso dai “pesanti” toni del genere. E così è nato Zak Elliot! In ogni caso non mi occuperò solo dei giovani. In cantiere ho anche dei noir, che sono l’altra mia passione.

Cosa ti ha spinto a scrivere di Zak e del suo mondo? Che messaggio vorresti lasciare a chi legge o leggerà il tuo romanzo?
Il messaggio che lascia il primo volume di Zak Elliot è più di uno. Amicizia, amore, coraggio, volontà, avventura, forza, gioco di squadra ed altro ancora. Questi sono solo una parte di ciò che ho voluto raccontare ai miei giovani lettori. Sono valori necessari per vivere una vita nel migliore dei modi e nella maniera più dignitosa.

La tua infanzia è stata in qualche modo simile a quella di Zak? C'è qualcosa di lui che ti somiglia?
Ho un bellissimo ricordo della mia infanzia e in qualche modo Zak è il ragazzino che ero e l’eroe che sarei voluto diventare. Inoltre la paura che ha Zak degli insetti dalle mille zampette è la mia stessa. Entrambi siamo tenaci e coraggiosi, condividiamo la passione per la lettura e amiamo l’avventura in ogni sua forma. 


Com'è il mondo dove finirà Zak, l'Aldimondo, puoi parlarcene un po'?
È un mondo fantastico, pieno di meraviglie e di insidie. Esistono centinaia di creature, di luoghi incantati, di trappole e di varchi magici (varcoporte). Un luogo che ho visto nella mia mente che spero di riuscire a spiegare ai miei lettori attraverso la saga di Zak Elliot. Le sorprese ad Aldimondo non finiscono mai.

Zak Elliot e il libro del destino, rappresenta il primo volume di una saga, quando potremo leggere gli altri volumi?
Il secondo volume della saga si intitola “Zak Elliot e i Draghi di Mezzamorte” e riprende esattamente da dove si è concluso il primo volume. Nel seguito dell’avventura sono stati inseriti moltissimi elementi in più in modo da dare alla trama maggiori sbocchi e intrecci. L’uscita è prevista per Maggio 2013, mese in cui saranno pubblicati anche i racconti e i disegni vincenti del CONCORSO ZAK ELLIOT 2012.

Puoi parlarci della tua esperienza nel mondo dell'editoria italiana. Che cosa pensi di tutto ciò che fa parte dell'industria del libro e qual è la tua personale esperienza?
Devo dire che sono stato abbastanza fortunato. Ho trovato subito un editore che mi ha pubblicato e che ha saputo comprendere le mie idee. Con l’avvento degli ebook, dei tablet e della pirateria, spero tanto che il cartaceo non scompaia.

Hai altri progetti a livello letterario in cantiere? Quali sono i tuoi prossimi impegni?
Certamente! Sto ultimando il terzo episodio di Zak Elliot e altri racconti per ragazzi. L’impegno sarà quello di vederli pubblicati entro la fine di quest’anno. Restate comunque sintonizzati sul mio BLOG (www.robertorecchimurzo.it), altre novità potrebbero lasciarvi senza parole. Inoltre a breve sarà pubblicato il BookTrailer del secondo volume di Zak Elliot.
 

Grazie per aver risposto alle nostre domande, alla prossima. 

Questa sarà la copertina del secondo volume della saga, Zak Elliot e i Draghi di Mezzamorte.

A tutti i lettori interessati al primo volume, vi lascio con il booktrailer. 

sabato 5 gennaio 2013

Intervista a: Davide Piazzese


Intervista a Davide Piazzese



Ciao Davide Piazzese, benvenuto nel mio blog, ci farebbe piacere se ti presentassi ai nostri lettori.

Ciao Angela, ti ringrazio per l'invito. Approfitto dell’occasione per salutare te e tutti i lettori del tuo blog.

Grazie. Parlaci un po' di te. 
Cosa ti piace fare in generale, quali sono le tue passioni?

Sono una persona molto semplice. Amo la natura e gli animali, in particolar modo i gatti: in casa ne ho ben quattro e in giro per il quartiere dove abito, assieme a mia moglie diamo da mangiare a parecchi altri gatti, e anche cani, all'occasione. Nel tempo libero, a parte scrivere e leggere, mi diverto a guardare film horror. Dico mi diverto”, perché a me i film horror fanno ridere molto più dei film comici. Quando posso ascolto un po' di buona musica, soprattutto METAL, il genere che preferisco.

Il tuo rapporto con la scrittura? Che cosa rappresenta per te?

Scrivere è una delle cose che più mi piace fare. Anche se a volte, ci sono momenti nello sviluppo di una storia in cui mi sento davvero frustrato. Per il resto scrivere è fantastico. Grazie alla scrittura entro in altri mondi e conosco personaggi incredibili, ognuno con la propria storia da raccontare. Scrivere ti fa vivere una moltitudine di vite ed esperienze diverse.

Hai un genere letterario preferito o un autore/autrice preferita?

Sì. Amo i thtriller e i fantasy, meglio se con qualche sfumatura horror. Il mio autore preferito è Dean Koontz. Per me Koontz è un grande maestro. Poi ci sono tantissimi altri autori che mi piacciono: Donato Carrisi, per nominarne uno italiano. Nella narrativa per ragazzi, invece adoro Darren Shan e anche Jhonny Rosso mi sta simpatico.

La domanda di rito per il nostro blogti piace l'urban fantasy come genere?

Certo che sì. Altrimenti che ci farei mai qui? Il mio primo libro, che tu conosci bene, si può definire un urban fantasy, anche se ha delle venature horror e a tratti è pure ironico.

Come definisci il tuo modo di scrivere?

A me piace scrivere sia per adulti che per ragazzi. Il mio intento è quello di creare personaggi verosimili. Inoltre, nelle storie che scrivo, sebbene si tratti di fantasy, mi piace inserire dei significati ben precisi.



Il tuo romanzo Luce e Ombre. La farfalla nera, edito da Edizioni Sabinae, ha riscosso un buon successo. Come è nato e si è sviluppato il progetto?


LUCE E OMBRE è nato proprio dalla necessità di raccontare ciò che penso riguardo determinati argomenti. I personaggi sono nati quasi tutti subito e la storia si è sviluppata in modo abbastanza scorrevole. Ma non è stato tutte rose fiori: ho attraversato anche momenti di grosse difficoltà e mi sono disperato non poco.

Come mai la scelta di questo titolo? E la copertina?

Il titolo racchiude in sé un po' tutta la storia. Originariamente, il titolo era Il seme del Male. È la prima volta che confido questa cosa a qualcuno. La copertina invece è opera del mio Editore.

Che cosa ti farebbe piacere rimanesse ai lettori alla conclusione della lettura del tuo romanzo?

La consapevolezza che dietro tutto ciò che ci circonda, dietro tutto quello che riusciamo a percepire con i nostri sensi, c'è qualcos'altro.




Il protagonista di Luce e Ombre è Dave Connors, puoi parlarci di lui come personaggio? C'è qualcosa di autobiografico?

In tutti i miei personaggi c'è qualcosa di autobiografico. Ma in particolare, in Dave, oltre al nome c'è parecchio di me. Parlo caratterialmente, con la vita privata e la famiglia di Dave io non c'entro.

Il protagonista, Dave, non sa di essere un Custode, cosa implicherà in lui la scoperta di ciò?

A causa di quello che gli è accaduto in passato, Dave si è fatto delle convinzioni poco produttive sulla vita. Difatti, all'inizio della storia il nostro protagonista tende a prendere le situazioni che gli si presentano davanti un po’ troppo alla leggera. Con l’incalzare degli eventi, però, Dave si rende sempre più conto di avere un ruolo fondamentale in quella strana vicenda. Scoprire di essere un Custode sarà per lui tanto agghiacciante quanto necessario. Dave metterà finalmente da parte il proprio passato assumendosi le proprie responsabilità

La protagonista femminile è Susan, puoi parlarci un po' anche di lei?

Beh, nemmeno Susan è messa bene in quanto a eventi passati. Orfana praticamente dalla nascitavive la sua infanzia rinchiusa in vari istituti per minori. In Susan si cela un terribile segreto che purtroppo, per ovvie ragioni non posso svelare. Per il resto Susan è una ragazza come tante altre: timida, estroversa al momento giusto, dolce, malfidata e in cerca disperata d'amore.

Zandhal, l’angelo oscuro, è l'antagonista di Dave, cosa rappresenta in realtà?

Zandhal rappresenta il male, la parte oscura di ogni essere umano. Quando sei arrabbiato perché qualcosa è andata storta, quando odi qualcuno perché secondo te ti ha fatto del male, quando spaccheresti tutto quello che ti capita a tiro, in quei momenti è Zandhal ad avere il controllo della tua mente, e non tu.




Ti affezioni ai personaggi di cui scrivi? Ti dispiace alla fine abbandonarli per scrivere di altro?

Mi affeziono da morire ai miei personaggi: gioisco con loro, soffro con loro, respiro con loro. Lasciarli mi dispiace un casino. Ma so che mi basta riprendere il libro in mano per farli rivivere ancora una volta. Il mondo in cui vivono ce l'ho a portata di mano. E poi, prima o dopo potrebbero raccortarmi dell'altro...

Prima di pubblicare il tuo romanzo, o anche dopo, hai mai partecipato a qualche concorso letterario? Ritieni siano delle buone palestre per allenarsi alla scrittura?

Ammetto che in passato ho sottovalutato i concorsi letterari. Oggi però mi sono ricreduto: penso che i concorsi siano dei veri e propri laboratori di scrittura creativa. Il confronto con altre persone è uno dei metodi migliori per crescere come autore.

Sei stato l'ideatore insieme a Stefano G. Muscolino del concorso IL BENE E IL MALE? Sei soddisfato di questo nuovo progetto?

Stefano è una persona eccezionale. Non capita spesso di trovare tanta disponibilità, gentilezza e voglia di fare racchiusi in un unico individuo. Sono davvero felice di condividere questa esperienza con lui.

Parlaci ora della tua esperienza nel mondo dell'editoria, che cosa pensi di tutto ciò che fa parte dell'industria del libro e qual è la tua personale esperienza? Ti sei trovato bene con la casa editrice che ha pubblicato il tuo romanzo?

Dico solo che l'editoria è un settore complicato e agguerrito. Riguardo al mio Editore, non ho molto da dire, se non ringraziarlo per l'opportunità che mi ha concesso di mettermi in gioco. Se oggi ho fatto delle comprensioni, le devo al mio Editore.


Quali saranno le tue prossime attività? Progetti presenti e futuri?

Ho appena terminato il mio secondo romanzo. È il primo capitolo di una saga fantasy/horror per ragazzi. Il protagonista ha tredici anni. Approfitto del mese di dicembre per rivederlo ancora un paio di volte. Poi, a gennaio mi guarderò attorno per veder se c'è qualche editore disposto a sposare questo mio nuovo progetto.


Per finire, c'è qualche genere letterario, non ancora da te esplorato, di cui vorresti occuparti prossimamente?

Leggo tanto e di svariati argomenti: non escludo niente...



Grazie per l'intervista, alla prossima.


domenica 9 dicembre 2012

INTERVISTA A: Eva Fairwald

Intervista a Eva Fairwald

Oggi vi propongo una nuova intervista all'autrice del romanzo L'ombra del sole, Eva Fairwald. In questo post potete leggere la mia anteprima del romanzo in questione: ANTEPRIMA

Ciao Eva Fairwald, benvenuta nel mio blog. Mi fa piacere poterti intervistare. Iniziamo subito, immagino che il nome Eva Fairwald sia uno pseudonimo, come mai questa scelta?

Ciao, grazie per questa opportunità, mi fa molto piacere rispondere a queste domande.
Allora, Eva è il mio vero nome, mentre Fairwald l’ho inventato unendo la parola inglese “fair” cioè “chiaro” come i miei capelli e la parola tedesca “Wald”, che significa “bosco/foresta” che è il posto che amo di più… in tedesco perché è la mia lingua preferita. Ho scelto di cambiare il mio cognome perché quello vero è uno fra quelli in assoluto più diffusi in Italia ed è molto conosciuto anche nel mondo; poi anche perché voglio tenere separato ciò che riguarda l’ambito creativo e quello lavorativo, dove invece uso ovviamente il mio nome vero.

Parlaci della tua passione per la scrittura, quando è nata? Cosa rappresenta per te la scrittura?

Ho cominciato a scrivere in terza liceo in classe perché mi annoiavo molto ad ascoltare la mia professoressa di italiano e latino che ripeteva le stesse cose come un disco rotto. C’era chi disegnava, chi faceva il cruciverba, io ho iniziato a scrivere per svagarmi e passare il tempo. Oggi, a scuola e università concluse, la scrittura rappresenta ancora una valvola di sfogo, mi diverto molto a fare il demiurgo e a programmare la vita altrui.

Hai qualche genere preferito o qualche autore a cui ti ispiri?

Leggo un po’ di tutto in verità, anche se prediligo avventura, fantasy e storico. Devo dire di essere più urban fantasy nella scelta dei telefilm che nei libri, anche se sono una grande fan degli Shadowhunters e non vedo l’ora che esca il film. Cerco di non farmi condizionare e di mantenere una voce mia piuttosto che di ispirarmi ad altri autori.

Visto il nome del nostro blog, la domanda è d'obbligo, cosa pensi dell'urban fantasy come genere letterario?

Lo trovo coinvolgente. Io mi sono avvicinata al genere attraverso la TV perché quando andavo a scuola avevano cominciato a trasmettere Buffy e Charmed, da lì ho continuato ad amare questa categoria. Mi piace l’urban fantasy perché unisce la presenza di creature fantastiche dark che popolano l’immaginario comune da sempre con la vita moderna. Mi fa piacere pensare che quello che succede nell’urban fantasy potrebbe anche essere vero... seh... magari!

Il tuo primo romanzo, uscito da poco, è L'ombra del sole, un urban fantasy per young. Come mai questa scelta di target?

Perché ho una sorella appartenente alla fascia teen e mi piaceva l’idea di scrivere qualcosa che potesse trovare vicino alle sue esperienze. Inoltre, i teen mi sembrano più propensi a dare una chance ad una scrittrice sconosciuta.

Ci puoi parlare in generale dell'evoluzione del progetto, qualche retroscena. 
 
Il progetto è iniziato due anni fa, quando ero appena tornata dal mio anno all’estero con l’università. Ero proprio triste perché non volevo tornare in Italia, ma purtroppo non si possono fare più di due semestri nell’università partner. Nonostante fossi super impegnata con esami, tesi magistrale e nuovi corsi cercavo un modo per svagarmi e vivere un’avventura, così ho cominciato a pensare e scrivere. Retroscena... vediamo, beh questo romanzo è stato scritto quasi tutto in treno sul mio fedelissimo e adorato Asus Eee Pc da 8.9 pollici, che non è nemmeno più in produzione! Purtroppo ho fatto vita da pendolare, 1 ora di treno più ritardi tutti i giorni, andata e ritorno. Almeno scrivendo evitavo cadere in trance e di addormentarmi con la faccia contro il finestrino!

L'ombra del sole come titolo è stata la tua prima e unica scelta o avevi immaginato altri possibili titoli?

Si tratta dell’unica scelta. Ci sono rimasta un po’ male quando ho visto che ci aveva già pensato Wilbur Smith, però credo che questo titolo rappresenti bene la storia, perché
SPOILER
in realtà Heliodoro, l’antagonista da sconfiggere, non si vede fino alla fine della storia, è più come un’ombra sul destino di Dora e Riccardo. L’Impero del Sole cala come un’ombra anche su tutte le altre popolazioni rese schiave. Ecco perché non l’ho voluto cambiare.
Fine SPOILER

Sappiamo che la copertina è stata fatta interamente da te, come mai questa scelta? 
 
Eheh proprio ieri l’ho rifatta dopo aver ricevuto pareri negativi. Ci sono svariate ragioni. Prima di tutto non volevo problemi di copyright di nessun tipo per aver utilizzato immagini altrui. Poi sono appassionata di fotografia e grafica, anche se in entrambi i campi sono ancora una principiante assoluta, ma credo comunque di essere in grado di sfornare qualche cosa di carino ogni tanto. In secondo luogo, lo spirito di questa impresa è proprio quello di fare tutto per conto mio, quindi anche la copertina. Infine... pagare un buon grafico costa caro! Comunque io voglio diffondere ciò che scrivo, non le mie abilità grafiche. La copertina provvisoria era un ramo con delle foglie che nascondevano il sole e l’ho inserita nel booktrailer, ma come copertina era proprio scialba. La seconda, quella con il castello, è stata bocciata dal pubblico, anche se a me piace molto perché in quel castello succedono un po’ di cose! La terza e spero ultima... è più dark e vediamo come va!

Che messaggio vorresti lasciare a chi legge il tuo romanzo?

Non ho nascosto nessun messaggio, si tratta di puro intrattenimento, però analizzando i personaggi si può capire che secondo me non è tutto oro quello che luccica e che le insidie si nascondo ovunque.

La protagonista del romanzo è Dora, una ragazzina come tante, puoi parlarci un po’ del personaggio?

All’inizio ho preso spunto da me stessa, infatti il tragitto a scuola del primo capitolo è autobiografico... il fatto è che io sono sempre stata molto sulle mie e non mi sono mai fatta molti problemi, quindi se avessi continuato su quella strada non credo che la storia si sarebbe svolta in quel modo e, soprattutto, Dora sarebbe risultata antipatica di primo acchito. Se fossi stata in lei avrei chiesto a Connor di addestrarmi invece di correre spaventata. Io volevo invece un personaggio accessibile a tutte le ragazze appartenenti alla mia fascia target e quindi ho cercato di rendere Dora più vulnerabile e insicura rispetto a come sono io. Volevo che fosse facile immaginarsi di essere nei suoi panni.

Oltre a Dora, con quali altri personaggi faremo la conoscenza all'interno del romanzo?

Connor, incaricato della sua protezione. Lui è un Marchiato del Fuoco, significa che può sprigionare ondate di fuoco dalle mani e comandare questo elemento a suo piacimento. Fa parte dell’Unione Segreta ma è anche stato arruolato dall’Impero del Sole come Sorvegliante per combattere demoni e criminali. Quindi lui fa anche da spia dell’Unione oltre a salvare vite per conto dell’Impero. È un po’ scorbutico... ma ci si abitua!
Antonio Dalbrando, vampiro a capo delle forze armate dell’Unione Segreta e diretto superiore di Connor. Antonio dà ordini precisi e pretende la massima chiarezza, ma lui non è sempre così cristallino con tutti. Ha una figlia che si chiama Maira, amante delle sensazioni forti.
Riccardo, come Dora, è scampato ad un massacro e l’Unione Segreta ha bisogno di lui e delle sue capacità.
Sandro è uno stregone e deve proteggere Riccardo.
Daemon, un Decaduto, cioè un angelo caduto. È stato punito per un crimine gravissimo e sta espiando le proprie colpe, ma il passato gli farà visita continuamente. Si trova alla Biblioteca Storica con Dora, Riccardo, Sandro e Connor e si deve occupare della loro istruzione.
Questi sono quelli principali, ma ce ne sono altri.

Il romanzo è ambientato in parte in Italia, se non ho capito male, nel paese dove vivi, giusto?

Sì, siccome l’ho scritto per evadere da questa realtà che mi sta stretta, ho usato il mio paese come ambientazione di partenza e poi anche di ritorno, ad un certo punto. L’unica cosa che apprezzo del mio paese, a parte la campagna, è i castello sforzesco e quindi l’ho voluto includere.

In parte però è ambientato anche in una dimensione parallela, com'è questa dimensione?

L’altra parte, appunto, si svolge in una dimensione parallela che geograficamente è come la nostra, però è popolata da creature che riteniamo fantastiche. In quella dimensione convivono sia magia che tecnologia, alcune persone vi accedono quando sognano, mentre gli abitanti “regolari” possono andare e venire come vogliono anche attraverso dei mezzi pubblici particolari che anche Dora sperimenterà all’inizio della sua avventura.

Cos'è l'Unione Segreta, con cui la protagonista avrà a che fare? 

L’Unione Segreta si è formata negli anni per contrastare l’oppressione dell’Impero del Sole. Si estende in ogni strato sociale e prepara questo momento sin dalla fondazione. L’Imperatore Heliodoro ha conquistato gli altri popoli solo grazie alla superiorità militare e perché ha sterminato gli unici che erano logisticamente in grado di opporsi. L’Unione si propone di ristabilire le libertà soppresse da Heliodoro.

L'Unione Segreta rappresenta il bene contrapposto al male rappresentato dall'Impero del Sole, è corretto?

Non esattamente, perché anche l’Unione è variegata e non è composta solo dai “buoni”. Non ci sono personaggi solo buoni o solo cattivi, tutti seguono il proprio tornaconto, perfino Dora anche se nel suo caso di tratta di emozioni e non di scelte ragionate. L’Unione comprende forze composite che si sono unite contro un nemico comune in nome della libertà. Una volta tolto di mezzo Heliodoro potrebbero nascere conflitti di diversa natura.

Ci saranno colpi di scena nel romanzo?

Sì e no. Nel senso che alcune rivelazioni sono intuibili se si sanno scovare bene gli indizi sparsi qui e là. Altre cose sì, o almeno spero!

Quali sentimenti predominano nel L'ombra del sole?

L’incertezza e la determinazione.
Dora si trova costantemente in situazioni avverse che non sa come affrontare senza sbagliare. Ha paura di essersi lasciata trascinare in qualcosa di troppo grande e non vuole deludere le aspettative di nessuno. Come se non bastasse, si trova anche a dover convivere con un elemento come Connor, che la vorrebbe muta e diligente e con Daemon, che invece la incoraggia in tutto.
Per superare tutte queste avversità ci vuole tanta determinazione e questa non manca a nessuno dei personaggi. Ognuno di loro ha una meta da raggiungere, ma non devono mollare, perché appena l’attenzione cala... qualcosa di pericoloso li aspetta.

Parlaci della tua esperienza nel mondo dell'editoria, come mai hai puntato sull'autopubblicazione su Amazon e sull'esclusiva edizione digitale? 
 
Finito il romanzo e l’editing mi sono scontrata subito con la questione della pubblicazione. Già per me era assurdo che le più grandi non accettassero il file, ma che pretendessero il malloppone stampato, ma siamo nel Medioevo o cosa? Io già da tempo leggevo tranquillamente in PDF. Ho così deciso di stampare solo per due di queste case editrici, perché il costo dell’operazione non è indifferente, se poi ci aggiungiamo anche la coda in posta e il personale delle Poste... ah beh! Un’altra molto conosciuta accetta PDF e quindi ho mandato il materiale. Non volevo rivolgermi ad editori piccoli non per sfiducia, ma perché i loro libri rimangono spesso nascosti in un cantuccio della libreria e i prezzi di vendita dei libri sono comunque eccessivi. Capisco il lavoro che ci sta dietro, sono la prima a rendersene conto, ma chi ha voglia di sborsare 16€ per una sconosciuta? Di questi tempi poi la gente dedica le spese a bisogni più tangibili di un romanzo. Poi, spesso anche quando sono disponibili gli ebook il prezzo è ridicolo... 5€ o di più per un file che tante volte è anche zeppo di refusi? Fosse un file con immagini e ricco di contenuti interattivi lo acquisterei, altrimenti secondo me è troppo, lo scopo del digitale è anche abbattere i costi. Insomma se io stessa non sono disposta a pagare per certe cose, perché dovrei aspettarmi qualcosa di diverso dagli altri? Ovvio che poi ognuno ha la sua opinione, ma credo sia più facile vendere una cosa che costa poco, soprattutto adesso.
Io sono decisamente pro ebook, ecco perché non mi sono preoccupata di trovare un servizio di stampa tipo Lulu, non escludo di farlo per avere maggiore visibilità, ma io preferisco comunque il formato elettronico. Non capisco i sentimentalismi legati all’odore della carta ecc, non stiamo parlando del Codex Argenteus o di chissà quale manoscritto prezioso, parliamo di romanzi prodotti industrialmente e nemmeno del lavoro di qualche antiquario o mastro rilegatore! La mia casa è piena zeppa di libri e amo vederli tutti in ordine nella libreria, non rinuncerei mai alla mia collezione di Tolkien in varie lingue, ma dopo un po’ lo spazio finisce. Per me libro e book possono convivere tranquillamente, ma per comodità preferisco l’ebook. Personalmente viaggio molto sia per lavoro che per piacere e per tempi lunghi e non posso pensare di riempire la valigia di libri. L’ebook reader è uno degli acquisti più intelligenti che abbia mai fatto! Poi ha anche i dizionari integrati e per me che leggo quasi sempre in lingue diverse dall’italiano, questo è un piacere irrinunciabile.
Ritornando all’editoria... alla fine ho atteso un anno e ho ricevuto solo tanto, tantissimo silenzio e un rifiuto, quindi ho deciso di fare da me e di smetterla di perdere tempo. Non credo di aver scritto il bestseller del secolo, ma ci ho speso tempo ed energia, quindi mi fa piacere che veda la luce del giorno e che possa far passare qualche ora di svago a qualcun altro.

Hai mai partecipato a qualche concorso letterario?

No, curavo il giornalino della scuola alle medie e basta.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro in ambito letterario? 
 
Io continuo a scrivere perché mi vengono in mente delle trame, se le riterrò meritevoli le pubblicherò; si tratta sempre di fantasy e urban fantasy... scrivere di luoghi senza magia e creature strane non mi interessa proprio.
Ho in cantiere molte altre storie, fra cui anche un prequel incentrato su Daemon, il mio personaggio preferito.

Grazie per l'intervista, alla prossima. 
 
Grazie a te!
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