martedì 18 giugno 2013

RECENSIONE: Il castello errante di Howl

Titolo: Il castello errante di Howl
Autore: Diana Wynne Jones
Pagine: 245 p
Prezzo: € 15 versione cartacea
Editore: Kappa Edizioni (Collana Mangazine)
Genere: narrativa per ragazzi, fiaba, fantasy
Scheda su Anobii: qui

Trama: La giovane Sophie vive a Market Chipping, nel lontano e bizzarro paese di Ingary, un posto dove può succedere di tutto, specialmente quando la Strega delle Terre Desolate perde la pazienza. Sophie sogna di vivere una grande avventura, ma da quando le sorelle se ne sono andate di casa e lei è rimasta sola a lavorare nel negozio di cappelli del padre, le sue giornate trascorrono ancor più tranquille e monotone. Finché un giorno la perfida strega, per niente soddisfatta dei cappelli che Sophie le propone, trasforma la ragazza in una vecchia. Allora anche Sophie è costretta a partire, e ad affrontare un viaggio che la porterà a stipulare un patto col Mago Howl, a entrare nel suo castello sempre in movimento, a domare un demone, e infine a opporsi alla perfida Strega. Insomma, Sophie, nel tentativo di ritrovare la sua giovinezza, dovrà affrontare suo malgrado molte più avventure di quante ne avesse mai sognate! Questo romanzo ha ispirato al maestro del cinema d'animazione Hayao Miyazaki il film omonimo.

Note sull'autore: Diana Wynne Jones (Londra, 16 agosto 1934 – Bristol, 26 marzo 2011) è stata una scrittrice inglese. Scrivere è sempre stata la sua passione, fin da bambina, quando il padre faceva soffrire lei e le sue sorelle di mancanza di libri. Dopo aver frequentato la Friends School Saffron Walden, la Jones studiò inglese al St Anne's College di Oxford, dove assistette a lezioni di C. S. Lewis e di J. R. R. Tolkien. Si laureò nel 1956, e nello stesso anno sposò John Burrow, studioso di letteratura medievale, da cui ebbe tre figli. Nella sua vita scrisse più di trenta romanzi, i quali hanno riscosso successo in tutto il mondo, ma non tutti sono stati già pubblicati in Italia. L'editore che ha pubblicato più libri è Salani seguita da Kappa edizioni.



La mia opinione:
Oggi sono qui a parlarvi di un romanzo che ho scoperto per caso. Sì conoscevo l'esistenza di un anime intitolato appunto Il castello errante di Howl, ma non sapevo che in realtà era stato tratto da un romanzo. Per dire tutta la verità non ho mai visto l'anime, anche se mi sono ripromessa più volte di farlo. Ma è anche vero che ciò mi ha permesso di godermi il romanzo senza nessuna intrusione di sorta, non pensavo "ma nel film è successo così, ma nel film questo non c'era" ecc. Ora che ho finito di leggerne il libro, quanto prima voglio vederne la trasposizione cinematografica e farne una recensione per il blog. Una cosa però l'ho capita le due opere si discostano parecchio in molti punti, ad esempio nel romanzo non si parla di nessuna guerra quando invece mi sembra che sia una tematica centrale nel film (ma ne parlerò ampiamente quando ne farò la recensione). Il castello errante di Howl è il primo volume di una trilogia, di cui fanno parte Il castello in aria e La casa per ognidove. Il genere è un fantasy per ragazzi, anche se io ci ho visto più lo stile delle fiabe che dei fantasy classici. Il romanzo è anche abbastanza vecchiotto, in Italia addirittura è arrivato diciannove anni dopo la sua pubblicazione in madrepatria, diciannove anni dopo non si scherza, questo ci fa capire quanto l'Italia molto spesso sia fuori dal mondo.


Nella terra di Ingary, dove realmente esistono cose come stivali delle sette leghe e mantelli che rendono invisibili, essere il primogenito di tre fratelli è considerata una sfortuna piuttosto grossa. Colui che nasce per primo, infatti, è anche quello destinato a sbagliare per primo; e sarà ancora peggio se sarà l'ultimo ad andarsene di casa in cerca di fortuna...

Così inizia il nostro romanzo, è una sorta di avvertimento da parte dell'autrice, visto che gran parte delle cose che accadranno all'interno della trama saranno surreali. Non vi è neanche lo sforzo di renderle credibili, perché è questo lo stile a cui l'autrice voleva tendere, uno stile fiabesco, che anche se a una prima lettura può apparire semplicemente irreale nasconde al di sotto dei significati più profondi. Un ragazzino sarà affascinato dal lato più fiabesco, maghi, streghe, demoni del fuoco e cose così, mentre una persona adulta potrà cogliere ciò che sta sotto.

Perché fare una recensione di un romanzo bene o male conosciuto? Intanto perché questo blog è il diario delle mie letture e questa è una delle mie letture. Poi perché volevo condividere con voi quest'esperienza. Ultimamente va di moda leggere solamente le ultime uscite, quando magari non si è mai letto un tubo di grandi autori. Si considerano le ultime uscite "originali" perché non si ha una visione d'insieme del genere a cui appartengono (no che io l'abbia, ma almeno ci provo). In questo caso parliamo di fantasy e la stessa autrice di Il castello errante di Howl ha avuto come insegnanti due grandi nomi Tolkien e Lewis (mi chiedo cosa avrebbe pensato Tolkien di questa commercializzazione delle sue opere dopo il grande successo delle trasposizioni cinematografiche, ne sarebbe stato contento? xD), quindi tutto rispetto per una persona che ha avuto la possibilità di saggiare un'epoca d'oro della scrittura (d'oro veramente rispetto a quella di oggi). Tolkien ci ha messo una vita a finire la sua opera, oggi giorno "gli scrittori" sfornano "un'opera" al mese, c'è da rifletterci un po' su.

Protagonista di Il castello errante di Howl è Sophie, una ragazzina primogenita di tre sorelle di cui l'ultima è la figlia della matrigna. Sophie pensa che essendo la primogenita non vivrà mai una vita avventurosa, ma i fatti le daranno torto. Dopo la morte del padre, la matrigna, per mancanza di denaro, decide di separare le ragazze. Sophie rimarrà a casa ad occuparsi del loro negozio di cappelli ereditato dal padre, mentre le sorelle andranno una a fare l'apprendistato in una pasticceria e l'altra da una maga. Questo conferma ancor di più a Sophie come la sua vita sia piatta e monotona, lavora tutto il giorno, non ha amici, non ha neanche il tempo di andare a trovare le sue sorelle e quando ce l'ha è troppo svogliata e stanca per farlo. Inizia quindi a parlare con i cappelli unica sua consolazione. Fin quando un giorno non entra nel negozio una signora, Sophie è stanca e di malumore e quindi la tratta male. La signora in realtà è la Strega delle Terre Desolate, che per ripicca gli lancia una maledizione, trasformandola in una vecchia.

Quella notte, mentre cuciva, Sophie ammise a se stessa che la sua vita era veramente triste e monotona. Invece di parlare ai cappelli, man mano che li finiva cominciò a provarli e a guardarsi nello specchio. Ma fu un errore. Il serio vestito grigio che indossava non le donava per nulla, soprattutto ora che aveva gli occhi cerchiati di rosso dal troppo cucire e non le stavano bene né le pagliette verdi, né le cuffiette rosa, visto che i suoi capelli erano del colore rossiccio dorato della paglia; la cuffia color fungo, poi, la faceva sembrare ancora più depressa.
— Sembro proprio una vecchia domestica — disse all'immagine riflessa nello specchio. Non che volesse imbattersi in un conte come era successo a Jane Farrier e non sognava neppure mezza città ai suoi piedi come era capitato a Lettie, ma voleva fare qualcosa (non sapeva nemmeno lei cosa!) che fosse un po' più interessante del guarnire cappelli.

Quanto adoro la protagonista, mi ricorda veramente me da più piccola, soprattutto con la frase "ma voleva fare qualcosa e non sapeva nemmeno lei cosa!". E' un tema bellissimo e importante per ogni ragazzo quello di trovare la propria strada nel mondo, un compito difficilissimo.

Sentì così una fitta rete di rughe. Si guardò le mani e vide che anch'esse erano grinzose, tutte pelle e ossa, con grosse vene che coprivano il dorso e con nocche deformi. Si rialzò la gonna grigia e vide due caviglie ossute e decrepite e due piedi che avevano sformato le scarpe tanto erano bitorzoluti. Le sue gambe erano diventate quelle di una novantenne e il dramma era che sembravano proprio vere! Sophie si avvicinò allo specchio e scoprì di doversi piegare in avanti se voleva vedere la sua immagine riflessa. Il volto nello specchio aveva un'espressione piuttosto tranquilla, perché era ciò che già si aspettava di vedere, il viso macilento di una vecchia, pallido sotto il colorito bruno e contornato di ciuffi di capelli bianchi. Quelli che la fissavano erano proprio i suoi occhi, anche se più gialli e acquosi e con un'espressione piuttosto tragica.
— Non ti preoccupare, vecchia mia — disse Sophie alla sua faccia.
— Sembri in buona salute. Inoltre il tuo aspetto attuale rispecchia meglio il tuo stato d'animo...

Questo pezzo mi piace proprio, soprattutto la frase "Il tuo aspetto attuale rispecchia meglio il tuo stato d'animo". Altro tema a me caro: la bellezza esteriore deve essere un riflesso di quella interiore, se non si è belli dentro non si potrà essere belli fuori. Sophie anche se è stata trasformata in una vecchia novantenne non si dispiace più di tanto proprio per questo motivo, ma piano piano ritroverà la voglia di vivere e di ritornare giovane. La maledizione non gli permette di parlarne con nessuno, se non con chi lo sappia già. A quel punto decide di andare in cerca della sua strada, abbandonando il negozio. E va nell'unico luogo dove nessuno sarebbe mai andato, al castello di Howl. Howl è un mago che si dice mangi il cuore delle ragazze giovani e Sophie pensa di non rischiare nulla essendo una povera vecchia (in realtà mangia il cuore delle ragazze nel senso figurato del termine, poiché le fa innamorare per poi mollarle). Al castello fa la conoscenza di Michael l'apprendista del mago, un ragazzino molto simpatico e di Calcifer un demone del fuoco, anche lui simpatico. Sophie stringe un patto con il demone se lei romperà il contratto stipulato tra Calcifer e il mago Howl, questo spezzerà a sua volta la sua maledizione facendola tornare giovane. Così decide di restare al castello per scoprire come poter rompere questo contratto, ma in realtà piano piano si affezionerà all'apprendista, al demone e allo stesso mago, anche se non vuole darlo a vedere (come anche lo stesso mago) e la sua vita sarà parecchio movimentata per essere una vecchietta.

Di cose strambe ne succedono veramente parecchie e alcune volte ho fatto fatica a digerirle (non sono una ragazzina, non credo alla magia da un pezzo xD). Inoltre trovo che la parte centrale del romanzo sia la più confusa. Le parti che ho preferito sono l'inizio e il finale perché proprio nel finale si capiscono molte cose, che prima sembravano totalmente senza senso. Ad esempio il motivo per cui la Strega ha trasformato Sophie in una vecchia, o anche il motivo per cui sempre la strega ce l'abbia tanto con il mago Howl, o anche perché lo stesso Howl non faccia altro che far innamorare le ragazze per poi mollarle. Si capirà anche chi sia in realtà l'uomo-cane che farà per un bel pezzo da guardia a Sophie, il perché lo spaventapasseri si era animato perseguitando Sophie e tante tante altre cose. Quindi consiglio a chi magari come me si trovasse nella parte centrale della lettura e gli balenasse in testa di abbandonarla, di proseguire perché ne vale la pena. Per Howl il nodo centrale è l'essere incapace di amare, fin quando però non si trova il vero amore, perché quando si trova il vero amore tutte le barriere che ci eravamo costruiti, per paura magari di soffrire, cadono da sole. Howl è un mago che scappa dalla realtà, il suo castello è il suo mezzo per sfuggire essendo progettato per spostarsi e la porta si apre in vari punti diversi, in base a come si gira il pomello.

Per concludere una lettura che consiglio veramente, anche se ad alcuni potrebbe non piacere per via dello stile fiabesco. Di solito quando finisco i libri sono più che contenta di essermene liberata, perchè magari non sono stati tutto sto granché, in questo caso mi è dispiaciuto di abbandonare Howl, Calcifer e Sophie. Un mago e un demone per niente cattivi e una giovane non più vecchia rompi scatole :) Calcifer tra l'altro mi ha ricordato il genio della lampada di Aladino, malgrado sognasse tanto di essere libero, quando poi lo è veramente non può fare a meno dei suoi amici. Cosa mi ha insegnato questo libro? Che si possono dire tante cose anche senza dirle veramente :)

Diteci come al solito cosa ne pensate attraverso i commenti. Alla prossima Angela
Club Urban Fantasy

2 commenti:

  1. Ragazzini o meno, la storia narrata è un come un filo di Arianna che si sdipana sotto gli occhi del lettore per condurlo in un mondo parallelo che prescinde dalla consapevolezza, dalle conoscenze acquisite, dall'esperienza maturata! Che si tratti di un "giallo" oppure di romanzo di cappa e spada, poco importa. Il filo deve essere seguito e ciò è quasi come un atto di fede (l'unica certezza): quel filo porterà sempre altrove da noi e dal nostro mondo!
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    1. Un filo che però si capisce solo alla fine, quando tutto viene riavvolto :) Molti autori di oggi non seguono nessun filo e buttano giù la trama così come gli viene, spesso creando degli obbrobri :)

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