venerdì 25 gennaio 2013

RECENSIONE: Anna vestita di sangue

Per favore non leggete sta str...ata :) di bello ha solo il nome e la copertina... (ora ho invogliato un sacco di persone a leggerlo lo stesso per capire se ho ragione, scherzo!)

Titolo: Anna vestita di sangue
Autore: Kendare Blake
Pagine: 283 p.
Prezzo: € 12,90 versione cartacea, € 3,99 ebook
Editore: Newton Compton
Genere: urban fantasy
Scheda su Anobii: qui

Trama: Suo padre lo faceva prima di essere violentemente ucciso da un fantasma che stava cercando di eliminare. E ora Cas, armato del misterioso pugnale athame di suo padre, continua la missione: viaggia di città in città insieme a sua madre, una strega, e al suo gatto fiuta-fantasmi, alla ricerca di spiriti cattivi. Quando arrivano a Thunder Bay per uccidere un fantasma chiamato dai locali "Anna vestita di sangue", Cas non si aspetta nulla di diverso dal solito. Si trova invece di fronte a una ragazza posseduta da rabbia e maledizioni, uno spirito diverso da quelli che ha incontrato fino a quel momento. Indossa ancora il vestito che aveva quando fu assassinata brutalmente, nel 1958. Dal giorno della sua morte Anna ha ucciso tutti coloro che hanno osato entrare nella dimora vittoriana che una volta era casa sua. Per qualche motivo però Anna non uccide Cas. E lui allora le chiede aiuto per trovare lo spirito che ha ucciso suo padre.

Note sull'autore: Kendare Blake, adottata all’età di sette mesi, arrivò nella cittadina di Cambridge, nel Minnesota, dalla Corea del Sud. Si è laureata negli USA e ha conseguito un master in Scrittura Creativa presso l’università di Middlesex, a Londra. Il suo sito web è www.kendareblake.com


La mia opinione:  
Ho iniziato a leggere il libro di Kendare Blake, Anna vestita di sangue, dopo aver letto numerosi pareri positivi al suo riguardo, addirittura classificandolo come uno dei migliori titoli usciti nel 2012. Detto questo la mia curiosità e le mie aspettative logicamente erano alle stelle. Quindi o sono l'unica pazza al mondo (e ciò è anche probabile) o i miei gusti sono nettamente diversi. Si la trama è interessante, sono anch'io una fans sfegatata delle storie tipo Supernatural. Ma in questo caso ci ritroviamo un ragazzino di 17 anni che si atteggia a grande cacciatore e io non l'ho trovato per nulla credibile (il quale invece dei classici demoni o vampiri in questo caso caccia fantasmi). Cas, il protagonista mi è stato fin da subito antipatico, con il suo fare arrogante e presuntuoso (uno sbruffone che si vanta di quello che fa), oltrettutto che nome è Teseo Cassio ma dai! Lo stesso protagonista in un passo ammette di avere un nome completamente stupido:

Dovettero arrivare a un compromesso al riguardo,
perché mia mamma adorava Shakespeare e alla fine
mi hanno chiamato Teseo Cassio. Teseo dall’uccisore
del Minotauro e Cassio dallo sventurato luogotenente
di Otello. Secondo me, suona completamente stupido.

Se il protagonista sarebbe stato un uomo più adulto le cose già sarebbero cambiate, ma poi all'autrice sarebbero mancate tutte le scenette scolastiche tipiche: con la bella di turno e il super sportivo senza cervello.
Il romanzo è scritto in prima persona, con la voce narrante del protagonista Cas Lowood, una cosa che proprio mi dava fastidio nella lettura è quando Cas riportava, raccontando, i dialoghi di altri personaggi, in pratica è tutto un raccontare da parte del protagonista (ma invece di raccontare le cose, non è meglio farle vedere e vivere ai lettori?).

 Carmel mi sta chiedendo come vanno le lezioni e
com’era la mia vecchia scuola. 

Butto là delle risposte vaghe. 

(Esempio di come l'autrice per saltare dei dialoghi sicuramente noiosi, li butta giù facendoli raccontare in modo sommario al protagonista, ma evitare di scriverlo del tutto?)

In internet leggevo che l'unico difetto, se lo si vuole chiamare cosi, dell'autrice è di mettere un tocco un po' troppo horror alla storia. Io invece mi chiedo: i lettori che hanno letto Anna vestita di sangue hanno mai letto un vero horror in vita loro? io di horror vero in questo romanzo non ho visto nulla (è vero che ci sono alcune scene particolari, come quando un ragazzo viene sbudellato in due parti, ma non ho trovato la cosa orripilante, l'ho invece vista più come una barzelletta di serie b, d'altronde non sarebbe stato classificiato per un target giovanile se fosse stato veramente un horror). L'autrice per tutto il libro continua a far nominare Anna vestita di sangue a Cas, come se fosse un nome cosi figo e pauroso da non poterlo non nominare un miliardo di volte, ma di pauroso per me c'è solo il titolo.
Come fa Cas ad uccidere i fantasmi? (che tiene a precisare in realtà sono già morti) naturalmente con il suo misterioso pugnale athame, continuando la missione del padre, mentre la madre è una strega (ma non una vera strega, solo una che va in giro con un gatto nero, vende cretinate in internet e al massimo legge la mano, non è detto neanche che ci azzecchi nella lettura della mano). Parlando della madre Cas dice:

 È il motivo per cui fa il
lavoro che fa, leggendo i tarocchi e purificando auree
via telefono e vendendo articoli per l’occulto online.
Mia madre è una strega ambulante. Tira avanti con
questa attività in modo sorprendente. 
(contenta lei! Quasi quasi ci provo anch'io se si guadagna cosi bene...)

Il personaggio della madre è proprio inesistente, il vero genitore tra i due sembra essere più il figlio della madre. Il primo fantasma che viene ucciso da Cas all'interno del libro è il classico autostoppista fantasma, che chiede un passaggio e poi ti fa finire con la macchina giù da un ponte (qualcosa di più banale no? mi ha ricordato i milioni di video fasulli che si trovano su youtube: gente che fa finta di essere uno di questi fantasmi, ricavandone poi un video e spacciandolo per un vero avvistamento).
Dopo aver eliminato l'autostoppista passa al prossimo caso, o al prossimo fantasma, in questo caso Anna.

Per farvi capire meglio l'arroganza del protagonista riporto un passo, mentre è in viaggio per arrivare nel paese dove si trova il fantasma di Anna, Cas dice: 

«Entrerò dentro e riuscirò fuori in un attimo», dico
schioccando le dita e cambiando discorso. (le ultime parole famose!)

Oppure quest'altro passo, in cui specifica di non essere un super-eroe, menomale che lo smentisce, qualcuno avrebbe potuto pensare il contrario:

 «Io non sono un supereroe», dico. È un’etichetta
orribile. È egoistica e non mi si addice. Non mi
esibisco con addosso una tutina attillata
 
(ci mancava solamente la tutina attilata ed eravamo apposto).
Non ricevo onorificenze e chiavi delle città per quello che faccio.
Io lavoro nelle tenebre, ammazzo quello che sarebbe
dovuto rimanere morto. Se la gente sapesse di cosa mi
occupo, probabilmente cercherebbe di fermarmi.
Quegli idioti starebbero dalla parte di Casper e poi io
dovrei ammazzare sia Casper sia loro, dopo che
Casper avesse strappato loro la gola a morsi. Non sono
un supereroe. Al massimo posso essere Rorschach di
Watchmen. Posso essere Grendel. Posso essere un
sopravvissuto di Silent Hill.
(Ooh non ti gasare troppo...)

Inoltre il protagonista pensa di essere un gran figo:

Con le ragazze, invece, non ho
mai avuto difficoltà. Non so perché, di preciso. Forse è
quest’aria da emarginato e uno sguardo cupo piazzato
al momento giusto. Forse è un qualcosa che a volte mi
sembra di vedere nello specchio, un qualcosa che mi
ricorda mio padre. O forse è semplicemente perché
sono uno spettacolo per gli occhi.
(modesto il ragazzino!)

Altro passo che mi ha fatto rimanere a bocca aperta, nel descrivere un paesaggio, il protagonista se ne esce cosi (stare zitto ogni tanto no?):

 Mi ricorda dei posti in cui sono già stato e mi
viene in mente che sono stato in troppi posti; potrebbe
non esserci più niente di nuovo per me, ormai. (ma se hai solo 17 anni!)

Non ci posso far niente, ma a me sto Cas sta proprio sulle scatole, qua addirittura si insulta da solo:

 Ogni volta che dico qualcosa, ridacchiano, si
guardano l’un l’altra per accordarsi il permesso di
ridere e guardano me di nuovo, in attesa della mia
prossima battuta. 

Dio mio, i viventi sono così
fastidiosi. 


(Infatti, hai ragione, anche tu sei un vivente e sei maledettamente fastidioso! Il bello che per molti questo è un lato positivo della scrittura della Kendare, capisco le battute di spirito, ma non puoi creare un personaggio cosi antipatico, che da del ragazzino a tutti quelli che incontra, non ricordandosi di essere il primo lui un ragazzino.)


Il protagonista, malgrado ammetta di avere un nome stupido e si vergogni di ciò (facendosi per questo chiamare solamente Cas) ha l'ardire di commentare sempre i nomi degli altri, dicendo un po' a tutti che hanno nomi assurdi (lo fa anche con la belloccia di turno, in un'altra scena) e questo è un'altra cosa che me lo rende antipatico: 

Thomas si schiarisce la gola. «Lui è mio nonno,
Morfran Starling Sabin».
 Non posso non ridere. «Perché voi goth dovete
sempre darvi dei nomi assurdi?» (senti chi parla!)
«Parole forti per uno che va in giro facendosi
chiamare Teseo Cassio». (infatti!)

Anna è una ragazzina di 16 anni assassinata nel 1958. Dal giorno della sua morte uccide chiunque osi entrare in casa sua, ok mi sembra logico: quindi non andare a casa sua se non ben armato e preparato giusto? Cosa fa invece il protagonista? Va a casa di Anna, senza neanche portarsi il suo mitico pugnale e in compagnia di ragazzetti ubriachi e scemi. Conclusione della scena? Uno ci rimette le penne e finisce in due pezzi.

Come spiega l'autrice di star per far fare al protagonista una cavolata e motivare tutta una serie di scene tipo film liceale splatter? (Cas sta per andare ad una festa, vicino a una cascata, festa a base di alcool che finirà con la morte di uno dei ragazzi):

 Stasera l’unico scopo è inserirsi. Voglio sentire la
storia di Anna. Voglio conoscere le persone che
possono condurmi da lei. Per quanto Daisy sia riuscito
a farmi sapere il suo cognome e la sua età, non ha
saputo dirmi dove si manifesti. Sapeva solo che si
trattava della sua villetta familiare. Ovviamente, potrei
andare nella biblioteca locale e rintracciare l’indirizzo
dei Korlov. Una notizia come l’omicidio di Anna deve
per forza essere finita sui giornali. 
Ma che divertimento ci sarebbe?
(in realtà se faresti cosi, come una persona sana di mente, l'autrice non ci potrebbe far entare tutte le scenette scolastiche, la festa alle cascate, ragazzetti ubbriachi e naturalmente la scena dello sbudellamento del supersportivo dal poco cervello e via dicendo...)

Anna, non si sa bene per quale motivo, non uccide Cas e addirittura l'aiuta a trovare il fantasma maligno che lo ha privato del padre (ma che animo nobile, si poco prima aveva squartato uno, ma la bontà si nasconde dentro ognuno di noi). Comici i dialoghi tra Cas e Anna. Così, insieme agli altri strani amici del giovane (ma Will che compare in una scena all'improvviso senza un reale motivo ed entra a far parte del gruppo? allucinante) streghe e stregoni in erba, formeranno una squadra disposta ad affrontare ogni pericolo (o entreranno a far parte di un circo come fenomeni da baraccone). La storia d'amore, vera o presunta, fra Cas e Anna, risulta proprio campata in aria. Ma Cas dovrà risolvere un problema ancora più difficile di questo: quale sarà infatti il destino di Anna?

Devo dire che però  qualche lato positivo il romanzo lo ha, ma solo se si ha l'ardire di arrivare fino a metà del libro, in cui il protagonista Cas sembra essere un po' meno sbruffone e la storia in qualche modo prende, anche perchè si vuole conoscere la vera natura e le sorti di Anna. E' una scrittura moderna e scorrevole, certo non lo posso considerare un grande capolavoro (per tutti i motivi sopra elencati), però un po' l'ho rivalutato leggendo l'ultima parte (in cui forse l'autrice riesce a trovare una certa maturità, che all'inizio sembra chiaro non avere, sicuramente farà meglio con il secondo volume, che ho intenzione non so perchè di leggere e spero che non mi deluda tanto).
La storia è tutta un po' campata in aria, e Anna mi ha ricordato un po' troppo la brutta copia di Casper con qualche sbudellamento ogni tanto. Resterò quindi in attesa di leggere il seguito, senza troppe pretese (magari mi stupirà). Anna vestita di sangue romanzo che si ama o si odia :)

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